sabato 30 dicembre 2017

Elogio del Pirata

Sempre alla ricerca di una luce sull'intelligenza umana - oggetto di primaria importanza ieri come oggi - mi sono imbattuto in un breve scritto di Carlo Maria Cipolla, economista ilare: Le leggi fondamentali della stupidità umana.
Come accade spesso agli scritti che si portano dietro un titolo paradossale arricciai le sopracciglia e lo misi da parte.
Per poco, però.
E così scoprii, quando lo lessi, una nuova visione del mondo del sapiens.


Elogio del Pirata previdente

   Avrei voluto nascere pirata del Mar dei Sargassi, dare la caccia ai galeoni spagnoli per tutte le spume d'Oceano, tracannando Rhum delle Antille e cantando sulla bara del morto. 
Avrei voluto nuotare nell'oro dei forzieri, scegliendo le gemme per le mie belle indie e moresche.
E avrei pure graziato quei bei galeoni, indicando loro la via, hurrà!

Fatta questa luminosa allegoria, e confidando che il tremendo conseguente sia chiaro agli occhi di tutti, passo a comporre una necessaria


Precisazione didattica


Cipolla tratta l'intelligenza come un fatto economico, misurabile dagli effetti che produce.
Innumerevoli secoli persi nel canto filosofeggiante sull'intelligenza nonostante! 
Era così intelligente! Peccato che...!
Una persona dall'intelligenza così acuta e così incompresa!
Un genio! Davvero! Peccato fosse così isolato!
Tutto finito.

Cipolla calcola la quantità di intelligenza tenendo conto degli effetti positivi (guadagno, benessere, felicità, ordine, piacere, elevazione, pace interiore, sicurezza...) che derivano e sono prodotto degli atti che la persona intelligente produce per sè e per gli altri.
Definisce e calcola la stupidità tenendo conto degli effetti negativi (perdita, malessere, infelicità, caos, dolore, deprivazione, depressione, tormento interiore, pericolo...) che gli atti di un imbecille producono su chi li ha compiuti e sul resto della comunità.
Definite così intelligenza e stupidità, Cipolla passa a fare una breve, e facile, rassegna della storia dell'umanità. Arrivando a concludere, come tutti si aspettano, che nella loro stragrande maggioranza gli atti umani sono atti da imbecilli.
Ma messo così, se mi seguite, il giudizio non è un'opinabile trovata moralistica, per sua stessa natura fallace e facilmente dimostrabile falsa, inutile, vuota, soggettiva, fastidiosa. Come le sortite moralistiche sono solite essere.
Cipolla disegna un classico piano cartesiano con l'asse delle Y a significare il grado di beneficio per la comunità, gli altri, prodotto da un atto umano. Il range, essendo statistico, va da -1 a +1. L'asse delle X indica il grado di beneficio per sè, cioè per chi produce l'atto.
E si capirà bene che l'atto ottimamente intelligente è quello che cade nel punto 1,1. Con massima felicità prodotta per sè E per gli altri.
Come pure benissimo si intenderà l'essere un atto massimamente imbecille, cioè quello che produce la massima quantità di dolore per sè E per gli altri, quello che cade nel punto -1,-1.
Così che il mondo dell'intelligenza degli atti umani, in barba a più di due millenni di filosofemi, si realizza in un disegno così.


Gli sprovveduti saranno quindi quelli che producono vantaggi per gli altri e danni per sè, i pirati, o banditi, quelli che producono vantaggi per sè e danni per gli altri mentre gli imbecilli, del tutto prevedibilmente, produrranno danni per tutti, sè e gli altri.
Poi, naturalmente, si possono identificare pure le fattispecie intermedie; sprovveduti intelligenti saranno quelli che producono il massimo vantaggio per gli altri e il minimo svantaggio per sè. Così come i pirati, o banditi, che potranno essere pirati intelligenti e pirati imbecilli.




Ciò detto bisognerà riconoscere che Cipolla economista arguto, essendo economista, preferisce fotografare l'istante piuttosto che descrivere le leggi di mutamento del fenomeno nel tempo. Forse sapendo, come gli economisti sanno, che imbarcarsi a prevedere modelli diacronici porti il più delle volte a prendere delle sonore facciate.
Ma a noi, che economisti non siamo, corre l'obbligo di avvertire che il vero diagramma della stupidità umana deve essere non bidimensionale, XY, ma tridimensionale, XYZ, con Z indicante il trascorrere inesorabile del tempo.
Ed allora la linea del, poniamo, pirata intelligente, potrà evolvere portando il pirata a perdere la ciurma e la nave, precipitando nell'abisso dell'imbecillità. E dunque la curva prenderà l'aspetto che segue:

Ma anche lo sviluppo della curva dell'intelligente potrà nel tempo arricciarsi per descrivere un comportamento proprio da imbecilli.
E' questo il caso, ad esempio, dei trend del libero mercato, che produce utili per tutti nei primi trimestri per poi arricciarsi gettando quei tutti (o quasi) nella disperazione più nera; è il caso delle politiche di spesa dei governi a scadenza, che producono gioia e allegria negli elettori, ammonticchiando montagne di debito pubblico (tanto se la vedranno i governi - e gli elettori - futuri); è il caso dei genitori che non vogliono avere noia dai figli, e gli regalano crisi di panico; è il caso di una massa urlante di umani che consumano, bruciano, annullano tutto quello che possono, "Tanto, perchè noi no!?"
Perché quindi lamentarsi se, come statisticamente accertato, un 47% di imbecilli elegge Un Imbecille?
Insomma Elogio del pirata previdente e premessa ad un ipotetico, necessario, impossibile, Biasimo del suffragio universale

sabato 7 gennaio 2017

Etimologia 4: testicolo




In occasione delle festività natalizie, giusto per rimanere leggeri, una vexata quaestio fulminante: l'etimologia di testicolo.
(È un articolo vecchio che stava per perdersi a causa del rinnovamento apportato alla struttura di blogger. Così lo sistemo, spero. I gustosi commenti dei lettori sono nella vecchia pagina)

Soldi dell'Europa, dei cittadini o di chi?

soldi europei sono fondi che tutti gli Stati, in diversa misura, prevalentemente in base alla ricchezza prodotta, prelevano dai loro cittadini attraverso le tasse e versano poi nelle casse dell'Unione.
Non c'è sostanziale differenza nel rapporto tra cittadino e Stato nazionale e tra cittadino ed Europa, salvo che nel secondo caso l'esattore rimane lo Stato e non diventa l'Europa.
Dunque i soldi che riceviamo dall'Europa provengono anche dalle nostre tasse: vediamo quanto e per cosa (dati relativi al 2014 e presi dal sito  del parlamento europeo).

Prima di tutto: quanto abbiamo dato noi italiani all'Europa nel 2014?
14.368.100.000€, cioè quattordici miliardi e 368 milioni di euro. Di cui circa 11 miliardi e mezzo dipendenti dalla ricchezza prodotta, cioè calcolati sul PIL.


Quanto abbiamo ricevuto dall'Europa nel 2014?
10.695.200.000€
Dieci miliardi seicentonovantacinque milioni di € (raffrontati ai finanziamenti europei versati a tutti gli altri paesi e indicati per comparto)

venerdì 6 gennaio 2017

Quanto e a chi è costata piazza Verdi?


Presentiamo qui i dati ufficiali per la risistemazione, o la trasformazione, di Piazza Verdi a La Spezia.

La prima tabella riguarda le opere di pura edilizia:

opere edili
La seconda riguarda le apere tecniche collegate:

opere tecniche
La terza le cosiddette opere d'arte (il verde, le fontane, gli archi, i rivestimenti ecc)
opere d'arte
E per finire il totale complessivo alla data di oggi.
complessivo al 2.1.2017
Riunisco in questa pagina tutti i dati pubblici perchè in città e sui social si sta animatamente discutendo sul costo sostenuto per la piazza e perchè i dati non sono facilmente accessibili all'utente normale, per quanto, lo ripeto, pubblici da tempo.

A quanto si può capire, la piazza era inserita in un pacchetto di opere, per le quali il Comune aveva chiesto circa 10 milioni di finanziamenti europei.

Per accedere a questi finanziamenti si devono però rispettare determinate, apparentemente intricate, condizioni.
Perciò il Comune, che era in causa con i comitati cittadini contrari alla realizzazione dell'opera e con la paura di perdere la causa (poi vinta), ha preferito togliere l'opera dalla lista di quelle beneficiate dai fondi europei. Per non parlare dei ritardi conseguenti al ritrovamento dei famosi reperti archeologici.
Le pagine in rete sulla questione "chi abbia la responsabilità dei ritardi, della perduta possibilità di finanziare la piazza con contributi europei, dell'aumento dei costi" sono numerosissime. Ognuno incolpa l'altro, come sempre avviene.
In questa Nota di Grondacci Mauro, dichiaratamente ostile a tutta l'operazione Piazza Verdi, a saper leggere si riconoscono le ragioni del Comune come le sue responsabilità.
Ancora, come poi torneremo a vedere, dall'opposizione Guerri suggerisce che "Senza la "miccia" dell'approvigionamento del contributo Ue il progetto Vannetti Buren non sarebbe mai stato concepito dall'amministrazione, che quindi ci ha fatto fare quelle che a casa mia si chiamano "le nozze coi fichi secchi".

Oggi siamo a 3 milioni 700 mila euro di spesa, contro una previsione (del 2009) di 2 milioni e 200 mila euro. La somma dei 3 milioni e 700 mila non è peraltro comprensiva di tutte le spese poi effettuate e inserite nelle liste qui sopra: molte sono fuori conteggio, come gli 80mila euro delle videocamere di sorveglianza.

Le affermazioni "Piazza Verdi sarà pagata con soldi degli spezzini" o "Piazza Verdi doveva essere pagata coi soldi eutopei, se avessimo fatto in tempo" sono entrambe vere ma, secondo me, costruite per creare confusione.

Per ora accontentiamoci di questi dati bruti.
Una interpretazione di cifre e significati, ahimè, è tanto complicata e ricca di così tanti cicli IF-THEN-ELSE che forse nemmeno la Corte dei Conti riuscirebbe a sbrogliare la matassa.

La prossima volta tenteremo, invece, di capirci qualcosa sulla logica politica dei lavori fatti con denaro pubblico dopo l'ingresso in Europa.
Se riusciremo a capirci qualcosa, avremo un'idea di quanto abbia senso dire che Piazza Verdi è stata pagata dagli Spezzini o dagli Europei