giovedì 21 agosto 2014

Isis è un'altra cosa

link
[…] Dea dalle molte facoltà,
onore del sesso femminile.
[…] Amabile, che fa regnare la dolcezza nelle assemblee,
[…] nemica dell'odio […],
[…] Tu regni nel Sublime e nell'Infinito.
Tu trionfi facilmente sui despoti con i tuoi consigli leali.
[…] Sei tu che, da sola, hai ritrovato tuo fratello Osiride, che hai
ben governato la barca, e gli hai dato una sepoltura degna di lui.
[…] Tu vuoi che le donne si uniscano agli uomini.
[…] Sei tu la Signora della Terra […]
Tu hai reso il potere delle donne uguale a quello degli uomini!
Tratto dal Papiro di Ossirinco n.1380, 1. 214-216, risalente al II secolo a.C.

link
”Eccomi o Lucio, io la madre della natura, la signora di tutti gli elementi, l’origine e il principio di tutte le età, la più grande di tutte le divinità, la regina dei morti, la prima dei celesti, colei che riassume in sé l’immagine di tutte le divinità, che con il suo cenno governa le altezze luminose del cielo, la brezza del mare, i desolati silenzi dell’oltretomba, che tutto il mondo onora con diversi riti e differenti nomi…..ma gli Etiopi e gli Egizi, così noti per la loro sapienza antica, mi chiamano con il mio vero nome Iside regina.”
Apuleio- Le Metamorfosi


Iside era la sposa di Osiride ed Horus è il loro figlio, incarnazione di Orionein cielo e Sirio, figlia di Nut dea del Cielo e di Geb, dio della terra. Dunque attraverso Iside s’incarna Osiride nel figlio Horus, il ciclo astrale di Cieloe Terra trova nella figliolanza di Horus, il suo gruppo concettuale fondamentale, ma Iside è anche dea della Fortuna, della Buona Sorte, colei che salva Osiride dallo sbranamento, lo ricompone attraverso un processo di rinascita e immortalità, dunque è madre dell’Alchimia e della Fertilità. A lei si attribuiscono le esondazioni fertilizzanti del Nilo e dunque si identifica con Ecate.

Il suo mito si diffonde ma è presente a tutte le ipostasi femminili della divinità e influenzerà addirittura la concezione della “Mater dei”, la maternità di Dio sopratutto nell’iconografia della Madre che allatta il Figlio, presso i vescovi cristiani riuniti ad Efeso nel 431 d.C. Il suo culto era diffuso in tutto il Mediterrane oed in particolare in Campania il culto Isiaco era noto ad Ercolano, Benevento,Pozzuoli e Cuma. Un’antica comunità alessandrina sappiamo essere di casa nel centro di Napoli, nella Regio Nilensis,tra via Tribunali e Via san Biagio dei Librai e di cui ci resta la testimonianza della famosa statua del Nilo. Ed è altresì arcinoto il Serapeum di Pozzuoli, con la statua del Dio Serapide ,evoluzione ipostatica della triade sacra, del Dio tardo egizio Osorapi (Osiride-Api) e di vari attributi divini di Zeus. A tal punto proteiforme nella sua pluralità divina che secondo Adriano nella Storia augusta:” Gli adoratori di Serapide sono cristiani e quelli che sono devoti al dio Serapide chiamano se stessi vicari del Cristo”.

Questo post è un semplice copia-incolla di frammenti della rete, ma tanto basta.
Per dire che la parola Isis dovrebbe essere coperta da copyright e protetta con le armi.


Nessun commento:

Posta un commento