lunedì 11 agosto 2014

Guerre di popolo

Rileggevo la Certosa di Parma di Stendhal, in questi giorni - una lettura a tratti molto più che moderna e divertente - giorni in cui Ucraina, Siria, Iraq e anche USA sono teatro di oneste guerre e rivolte di massa.


Nel libro di Stendhal c'è una sezione in cui il giovane protagonista, diciassettenne annoiato della sua vita immobile sul lago di Como fugge per raggiungere le armate napoleoniche che stavano preparandosi alla disfatta di Waterloo. Dopo dochisciottesche avventure, i francesi avendo subita la rotta, il giovane nobiluomo si trova a seguire  disordinatamente l'esercito in ritirata attraverso le campagne fiamminghe. Mentre la soldataglia fluiva verso casa, ognuno pensando a se stesso, il nostro viene aiutato dalla popolazione, contadini al lavoro nei campi, ostesse procaci, ragazze attratte dal giovane italiano.
Attorno all'evento bellico più sonoro di tutta l'epopea napoleonica, evento che ha fatto la storia d'Europa, la vita scorreva solo un po' turbata, come da un vento che passa.



Ai tempi degli stati nazionali assolutistici.



Ora, sarà pur vero che la ricostruzione storica che fa Stendhal è funzionale alla struttura del racconto, e di certo le cose saranno andate un po' meno idillicamente. Ma di certo nulla succedeva di quanto siamo abituati a vivere oggi, dove le guerre, le rivolte, le intifade e gli atti armati in genere, sono nelle mani della democratica forza popolare.



Si potrebbe dottamente discutere sulla trasformazione della violenza, da monopolio di Stato a liberale attività popolare, si potrebbe condurre il ragionamento su come, sempre, in momenti di crisi improvvisa, la massa si muove, violenta e sognante, si dovrebbe ragionare attorno ai segnali di fame e di catastrofe sistemica dell'economia planetaria. Ma a me viene solo in mente, qui e ora, di maledire gli illuministi! Che dopo aver fatto uscire l'uomo dallo stato di minorità si son dimenticati di organizzare dei corsi gratuiti e universali per insegnare cosa, come e dove.

4 commenti:

  1. Caro Gigi,
    e se interpretassimo il tutto richiamando la radice delle pulsioni umane descritta da quel vecchio cocainomane di Sigmud?
    Eros e thanatos. Alla radice dell'uomo sta la tensione tra vita e morte. La cultura, la richhezza, la tecnologia hanno mutato il mondo ed il modo di viverlo o "dominarlo" ma poco hanno ancora inciso sulla biologia, sul meccanismo biochimico neuronale che fa di noi degli esseri coscienti.
    In fondo, stiamo da decenni vivendo la terza guerra mondiale: dalla Corea ad oggi, passando dal Vietnam, Burundi, Khmer, Narcos sudamericani, Palestinesi, Malvinas/Falkland, Libano, Iraq, Afghanistan, Nord africa, Curdi, Ceceni, Ucraini, terroristi di ogni tipo e chi più ne ha ce ne metta, chissà quante altre micro-guerre ho dimenticato...ma alla fine, quanta gente da decenni si spara e si ammazza peggio che nello sbarco in Normandia? Ah! Ma sono "conflitti locali". Anche le singole battaglie della prima e seconda guerra erano "conflitti locali", tutto sommato. Anche la terza guerra mondiale è globale!! Insomma, sarò pessimista, ma l'errore unico dell'Illuminismo è aver pensato che l'uomo sia buono e razionale. Diciamo che a volte lo è ed a volte no, il resto lo decide l'istinto.
    In fondo essere buoni e razionali è un privilegio di chi può permetterselo.
    Un abbraccio.
    Leo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Leo,
      ma Freud non fumava sigari? Trovo una contraddizione tra cocaina e sigaro. Ma probabilmente è la mia idea del connubio naso-labbra che è diversa da quella di Freud.
      Io sto passando un periodo tra il pessimista ed il depresso e la mia idea che le dinamiche umane si vedono sulle grandi cifre, le grandi masse, mi porta ad essere temporaneamente odiatore dell'umanità.
      Che è una contraddizione, a pensarci, perchè come si fa ad odiare una specie vivente, solo perchè superorganizzata? Come si fa ad odiare i talponi sbarcati su un'isola? O i conigli arrivati in Australia?
      Ma di certo l'unica soluzione che ci potrà salvare, lontano dalla natura distruttiva che è la nostra, è quella della ragione e della cultura. Quella che gli illuministi ci hanno fatto soltanto annusare, lasciandoci del tutto orfani delle stelle.
      Speriamo ci salvi la scienza meccanica...
      Un abbraccio a te, caro amico

      Elimina
    2. Ah, Sigmud! Che mito. Nei primi anni in cui lavorava, fine '800 ca, ha scritto alcuni articoli ed un saggio abbastanza famoso "Sulla Cocaina" di cui ne faceva sicuramente anche abuso. Sennò come ci arrivava a scrivere quello che ha scritto? Ne scoprì le doti anestetiche in particolare. Che tenero: sperimentava, come i giovani figli dei fiori di qualche decennio dopo...ah!ah! Pare che abbia anche avuto qualche problema ad "uscirne"!
      Le tue affermazioni sfrucugliano assai un vecchio cinico e scettico come me.Tra illuminista-revisionista e positivista post-industriale ho difficoltà a collocarti! Ahahahah! Ti prendo in giro, ma sono partecipe dei tuoi sentimenti.
      Il Leopensiero: deluso e preoccupato ma intrisecamente fiducioso nella selezione biologica. L'unica che porta comunque dei frutti concreti, nè buoni nè cattivi, ma che hanno una loro ragione. La natura vince sempre ed il DNA di una specie ha il solo scopo di mantenere sè stessa. Direi che, per un ateo, è una legge basata sull'evidenza dei fatti e delle conoscenze scientifiche.
      Ne deduco: sopravviveranno quelli che si adatteranno meglio alle condizioni di vita che essi stessi creeranno. Un loop, ma in natura sopravvive chi si adatta non chi è più forte o più intelligente. La cultura aiuta perchè serve ad "aprirti" la mente, ma sta al singolo saperla usare! Vedi, tu parli di masse e io riesco a vedere solo l'individuo...che bella la biodiversità.
      Comunque, se gli illuministi ci hanno fatto annusare, come dici tu, " l'unica soluzione che ci potrà salvare" , Sigmud, anticipando di molto i tempi, aveva iniziato ad annusarne il soluto (componente solido di una soluzione...) . AHAHAHAHAH!!
      Gigi, ci salverà sempre una bella risata, anche in punto di morte!
      Ciao,
      Leo

      Elimina
    3. AH! Ci salverà una risata, sono d'accordo. Ed infatti cerco di ridere molto.
      Quella risata che li doveva seppellire, hai visto te, almeno ci salverà - che vuol dire, per noi, mantenere la dignità! :D
      Ciao,
      Gigi

      Elimina