lunedì 31 marzo 2014

Rivalutazione monetaria storica

Oggi lo sport nazionale è diventato €urosì-€uronò.

Si è diventati schiavi della Germania!
I Tedeschi, alla fine, dopo due guerre perse ce l'hanno fatta a conquistare l'Europa!
Ah! Come si stava meglio quando c'era la lira!

e

Attenzione! Il ritorno alla lira ci farà pagare la benzina 50klire al litro!
L'€uro ci protegge dall'inflazione!
Ah! come si stava peggio quando c'era la lira!

Senza prendere posizione e. soprattutto, senza discutere l'aspetto della competitività del nostro export sotto l'€uro, qui voglio mettere a disposizione un consiglio, uno strumento e un grafico.

Consiglio: quando si parla di dati è sempre meglio andare a cercarli, i dati. Poi ognuno li può leggere, studiare, analizzare o anche lasciarli lì dove sono. Io, che sono sicuro di non saper leggere i dati professionalmente, cionondimeno consiglio di seguire la strada qui indicata e cioè guardare le serie storiche dell'ISTAT. Che io sappia non c'è nulla di più attendibile.
Poi uno magari può discuterci, arrivando anche a mostrarle false, ma intanto è di lì che si deve partire.



Lo strumento (di cui ringrazio l'ISTAT) permette di attualizzare il valore monetario. Ci permette di indagare quanto sia cambiato il valore di un salario di operaio, ad esempio, e quindi il potere di acquisto di un lavoratore e il suo intuibile tenore di vita, mettendo a paragone quel che ha percepito  in un anno a caso tra il 1947 e il 2014. Naturalmente, per aver in mente l'evoluzione che il salario in questione ha avuto (e cioè se l'operaio sta meglio oggi o se la cavava meglio in passato) bisogna aver memoria del cambiamento del costo della vita.

Ad esempio, chiunque può immettere il valore che aveva il suo salario nel 1990  confrontarlo con quello di oggi. O ancora mettere a confronto il prezzo di un pacchetto di sigarette comprato nel 1976 e lo stesso in vendita oggi.
Attenzione a inserire correttamente i valori in lire e/o €uro e non confondete: un milione e mezzo di lire si scrive 1500000 e non 1500.

Faccio un esempio: digito 'quanto costava un'utilitaria nel 195x" su Google e mi vien fuori questo indice del 1959:

http://www.storiologia.it/tabelle/prezziauto.htm
Nella stessa pagina di cui alla didascalia dell'immagine qui sopra si legge che per gli anni 1959 e 1960 si possono fare queste comparazioni:
Stipendi: impiegato ca. £ 60.000, operaio ca. 47.000, contadino 20.000.
Costo giornale £ 30. Biglietto del Tram £ 35. Tazzina Caffè £ 50- Pane £ 140 al kg.
Latte £ 90. Vino al litro £ 130, Pasta al kg. £. 200, Riso al kg £ 175.
Carne di Manzo al kg. £ 1400. Zucchero al kg £ 245. Benzina £ 120.
1 grammo di Oro £ 835.

Prendiamo il costo di un'utilitaria nazionale: la 1100 Fiat (e non è un caso, visto che era l'auto di famiglia, in quegli anni).
Costo del 1959: 1.050.000 Lire
Costo attualizzato in Euro: 14.372,04
A prescindere dal fatto che ai tempi nell'auto non c'era nè l'airbag nè stereo nè usb o aria condizionata, la mia auto di oggi equivale (come valore relativo ai tempi) all'auto che mio padre aveva da ragazzino.
Anzi, a dirla tutta, per acquistare la mia, nel 2009, grazie a sconti della casa, incentivi per il GPL, incentivi alla rottamazione, io ho speso un terzo in meno di quanto aveva speso mio padre, artigiano carrozziere, ai tempi.
Si potrebbe eccepire sul fatto che il figlio non ha trasformato la sua vita in meglio rispetto a quella della generazione precedente. Ma non è vero. Io lavoro di meno, mi affatico di meno, soffro di meno, ho cure mediche migliori ecc ecc rispetto a quelle che aveva mio padre.
E l'auto costa un po' di meno.

Provate a fare conversioni su tempi molto più ravvicinati. 1995-2008, ad esempio, e giudicate da soli.
Io non ho idea di cosa verrà fuori: bisognerebbe tener in conto di prezzi molto diversi e considerare che, magari, i prezzi dei beni durevoli e quello dei beni di consumo vanno in direzione opposta. Ma intanto avere una base di misurazione comune, la moneta rivalutata, aiuterà di certo in questi confronti.

In ultimo, un grafico: il prezzo della benzina e del gasolio dal 1960 in poi, sempre in moneta rivalutata (cioè in un valore che tende a essere sempre lo stesso).
Da questo si può dedurre che il prezzo della benzina è rimasto sostanzialmente immutato e che l'arrivo dell'€uro non ha cambiato nulla.

dal sito del Sole24ore
Quello che cambia è il valore della moneta, cioè la pressione dell'inflazione.
Il prezzo della benzina, svincolato dall'€uro/lira, è sempre stato invece legato, come ovvio, al prezzo del petrolio.

link

Lira o €uro non c'entrano nulla. Che la benzina costi troppo e che sulla benzina gravino tasse pesanti è un fatto. Ma l'€uro non c'entra nulla.

IMHO

venerdì 28 marzo 2014

Sistemi in stato critico

Questa è una visualizzazione semplice, diretta ed evocativa (anche buffa, se pensiamo di essere in Inghilterra e non a Napoli) di un sistema in stato critico. Basta un piccolo tocco per trasformare l'equilibrio in una valanga.



Il video è preso dal sito del Corriere di oggi.

mercoledì 19 marzo 2014

In quest'aula sorda e grigia

  Tre giorni nella città più bella del mondo valgono bene una visita a Montecitorio. Il giorno 17 marzo era in discussione il caso penoso della restituzione coatta degli scatti stipendiali legati all'anzianità di servizio, unico progresso economico e di carriera sul quale possono contare i docenti delle scuole italiane, di ogni ordine e grado1). De cui ego. Per un malaugurato errore burocratico, per un dannato disguido degli uffici tecnici, un sacco di insegnanti avrebbe dovuto restituire 150€ cui aveva diritto.
Capirete...

Così mi trovo di fronte ad una visita 'politica' nella quale ho un po' di competenza e di interesse professionale, benchè io non fossi nel novero degli insegnanti che dovevano restituire il maltolto.




  Il palazzo di Montecitorio è splendido, come qualunque altro palazzo romano, come ogni scorcio di viuzza o di piazza. Tanto, che, udite udite, fa nascere in questo vecchio cosmopolita, apprendista e  impenitente, l'orgoglio di essere italiano. Ma sì, diciamocelo, altro che Parigi, Londra o New York! Altro che Eliseo, Casa Bianca o Buckingham Palace! L'ultima casa a sinistra di Campo dei Fiori, la seconda a destra di Piazza Navona, la prima delle innumerevoli chiese attorno al Pantheon sono pregne di esagerazione, opulente di potere, ipertrofiche ed esagerate, che non riesci mica a figurarti come sia stato possibile che qualcuno le abbia anche solo pensate, progettate e costruite.
Roma ha questo di unico. La stratificazione continua dell'intervento umano. Roma appare come un organismo vivente che si è accresciuto con l'unica regola dell'eccesso iperbolico. C'è stato sempre qualcuno che ha aggiunto qualcosa e nessuno che abbia mai detto: "Ma basta! Ma basta! Pensiamo ad altro, piuttosto!". Roma dà proprio il senso del fine di meraviglia cui può dare vita l'esercizio del potere, un'orgia a cui tutti, prima o poi, prendono parte.



_ Signo', me scusi, posso chiedere 'n'informazione?
_ Chieda, chieda, ma non sono di Roma...
_ No, diccevo... 'Sti mascalzoni, 'sti puzzoni m'hanno rovinato. So' qui pe' sstrada, senza lavoro, senza nemmeno 'na pensione. Me l'hanno tolta la pensione! C'avrebbe mica du' sordi? De carta.
_ Scusi ma lei quanti anni ha?
_ 47. Eh! So' a spasso.
_ 47? Cazzo, ma che pensione aveva? 
_ ....
_ Le do un euro
_ Grazie

  Per entrare a Montecitorio la trafila è lunga ma ordinata. Devi indossare giacca e cravatta - se uomo - andare al civico 24 di Piazza del Parlamento (dall'altra parte del palazzo, rispetto a P.za Montecitorio), passare sotto a un paio di metal detector, riempire due fogli, attendere che il sistema ti dia il permesso, recarsi al civico 25, depositare borse, giacche e telefonini (la pipa me la sono tenuta, ma dopo aver giurato che no, non era accesa e no, non l'avrei tenuta in bocca) e salire al secondo piano, per entrare infine nelle tribune che sì, voglio sedermi in prima fila e no, non mi appoggio alla balaustra. Non si deve far segni di approvazione o di disapprovazione e, come ho scoperto, per quanto non venisse indicato, non si può cingere le spalle della moglie con un braccio mollemente abbandonato.
Mi piace questo estremo formalismo. Se c'è una cosa di cui l'Italia sta morendo è l'eccesso di cialtroneria libera e informe, dove tutto va bene basta che nessuno mi rompa le balle.
Mai avrei pensato di essere costretto, un giorno, a invocare la forma, a pensare che l'apparenza è sostanza.
Vabbè, la sala è piccola ma splendida, di legno e metallo.




  Prima nota: l'aula NON è grigia, ma di uno splendido color legno cerato, un po' più vecchio e prezioso di quello della mia pipa del giorno, una Kriswill Golden Clipper fatta a mano in Danimarca. Che, ammetto, ho tirato fuori di straforo per realizzare le differenze e le analogie.

  Alla mia destra, nel palco vicino, ci sono studenti di una scuola di Velletri, mi pare, cui il presidente vicario, ad un certo punto, dà il benvenuto.
Ancora più in là ci sono visitatori stranieri, anglosassoni coi quali ho scambiato due battute, fuori. Inappuntabili nei loro completi blu (tutti blu, ma scherziamo? Forma ok, ma anche la forma può variare, belàndi!).
Nell'aula siedono 12 parlamentari oltre agli addetti e al presidente vicario. Nel tavolo centrale si alternano velocemente ragazzi e ragazze (con inappuntabili tacchi alti) che si siedono e apparentemente non fanno nulla. Saranno della sicurezza che oggi, con l'aula vuota, è garantita in intrinseco.
Istintivamente ed orgogliosamente mi inalbero, silenziosamente, pro forma. Ma come!? Ma come!!?? Davanti a degli stranieri compìti, in blu, diamo questo spettacolo di vuoto? Di nulla istituzionale? Dove saranno, dove saranno quei mangiasugo a tradimento!?

Bertinotti l'avevo visto la mattina a Trevi, che leggeva una lastra di bronzo esposta davanti ad un monumento, come fosse un turista. Fioroni era entrato dall'ingresso laterale. Tabacci è davvero altissimo, per tutti i diavoli!
Prendendo un caffè in piazza Sant'Eustachio ne ho vicino quattro o cinque.



 Un anziano sembrava un deputato liberale dei bei tempi andati, barba e baffi impeccabilmente acconciati, e infatti era tristemente solo col suo caffè. Un parlamentare con una improbabile giacchetta ecrù, decisamente somigliante all'Onorevole Razzi, frettolosamente scappava. Un altro  parlamentare, improbabilmente somigliante pure lui all'Onorevole Razzi 2), concionava sotto voce con tre o quattro colleghi.

_ [...] che è la base del pensiero politico occidentale [...] insomma, mi raccomando. Proteggiamo la nostra storia!

Io sono un po' sordo e chiedo a mia moglie.

_ Accidenti! la base del pensiero politico occidentale! Di che diavolo parlava?
_ Della necessità di mantenere in piedi il Senato 3), dice lei, che non si è persa una battuta
_ Ah, ecco...

Gli stranieri non si scompongono, un po' per dovere, un po' perchè sembrano spaesati e contenti. Magari sapranno che nell'aula, salvo quando ci sono le votazioni, stanno solo i deputati che hanno incarico di intervenire, a nome del gruppo o personalmente, sul tema all'ordine del giorno. Mentre gli altri sono nei lavori delle commissioni. Dove in effetti si preparano i testi da votare, poi 4)

Per prima interviene la relatrice di maggioranza, giovane, benvestita, sobria e dalla voce suadente (congeliamo gli scatti stipendiali e evitiamo il prelievo forzoso sulle buste paga coprendo il maggior esborso con il risparmio previsto e con i fondi del MOF - miglioramento dell'offerta formativa5). Ed è inevitabile trovare i soldi per pagare gli insegnanti che devono essere pagati perchè sono i meno pagati d'Europa), poi la relatrice di minoranza, grillina elegante, carina anche se vista da lontano, con una bella vocetta squillante e col tono di giusto entusiasmo e di rispetto delle istituzioni (il casino combinato adesso deve essere risolto e - mi pare NdG - con coperture che non vadano a toccare il MOF, bisogna trovare da qualche altra parte i soldi per pagare gli insegnanti che devono essere pagati perchè sono i meno pagati d'Europa),  poi il sottosegretario rappresentante del governo (tecnico, e transeat), poi una grillina incavolata assai (avete finito di distruggere la scuola! Dovete trovare i soldi per pagare gli insegnanti che devono essere pagati perchè sono i meno pagati d'Europa), poi una di forza italia (è uno scandalo che si continui coi tagli alla scuola e bisogna trovare i soldi per pagare gli insegnanti che devono essere pagati perchè sono i meno pagati d'Europa), poi uno di sel (è uno scandalo che si tolgano ai bambini i soldi per pagare gli insegnanti che devono essere pagati perchè sono i meno pagati d'Europa), poi una del pd (mi pare ma non ricordo), poi di nuovo un grillino (l'unico che parli a braccio e infatti è piacevole ascoltarlo, anche se a volte si incarta moderatamente e fa un intervento molto astratto che alla fine non so come riassumere).

Sono perplesso. L'atmosfera è di estrema dignità. Dà il senso di cosa dovrebbe essere, davvero, il mestiere più importante del mondo. Magari complice l'aula vuota, i lavori si svolgono con la maggior compitezza del mondo. Anche l'intervento della grillina assatanata è del tutto dentro le righe 6). L'atmosfera attrae.
Anche, ho scoperto che tutti ritengono il mestiere di insegnante il più importante e scopro pure di essere, unanimemente, sottopagato., 
Credo di capire che il dibattito verta sull'annoso dilemma della nostra repubblica democristiana: se cioè distribuire a pioggia i fondi (con gli adeguamenti stipendiali su cui tutti sono d'accordo) o con il premio al merito (cui sembrano pensare quando parlano di Miglioramento dell'Oferta Formativa, che comunque non sono soldi ai bambini ma soldi agli insegnanti che tengono i bambini).
Ho la sensazione, di certo infondata, che nessuno sappia di cosa sta parlando.

Esco e mi godo l'atmosfera di Roma, imperiale. Alle scuderie del Quirinale c'è una ressa di telecamere. Chiedo ad un poliziotto di servizio: _Eh, risponde, c'è il Presidente!
Mi piace come dice la parola, per antonomasia. Con piacere.
Ci avviciniamo per vedere Napolitano e la moglie. Ad un certo punto alcune telecamere vengono fatte spostare e ad una, riottosa, viene imposto di spostarsi.
Il signore, dietro l'apparecchio, ha uno scatto di nervi:
Che credete! Che sia qui per vedere Napolitano?
E si sposta nero in volto per cercare un altro punto di vista per fotografare il Presidente. Sempre scuro in volto.
Il Presidente fugge veloce, la First Lady, Clio, si allontana con calma mentre il Sindaco rilascia interviste.

Il pomeriggio andiamo in Piazza S. Pietro per vedere l'occhio di Dio che appare, ogni pomeriggio, quando il cielo é sereno e i raggi di sole riescono ad arrivare in città.



All'ingresso della Basilica le forze di sicurezza non mi vogliono far entrare: il loro metal detector continuano a suonare anche se mi sono spogliato di tutto, anche dei fiammiferi di legno ("Li metta là, li metta, che magari sono quelli" mi dice il poliziotto).
Poi ricordo: _Forse è l'inserto metallico nel femore sinistro.
_ E perchè non l'ha detto prima!?" mi fa un po' scocciato il poliziotto. 
_ Non so, rispondo, sono 10 anni che lo porto in giro per il mondo e nessuno l'ha mai trovato.
Ed ho la prova provata che il Papa è il capo di stato più protetto del mondo, che davvero nessun detector aveva mai suonato alla mia stecca di titanio (?) inserita nell'osso.

La sera ci sediamo ad uno Spizzico perchè siamo parchi e ci stiamo mangiando un panino. E mentre siamo lì seduti davanti al tramonto romano, e tutto è come da copione, sentiamo farci:

_ Signo', me scusi, posso chiedere 'n'informazione?

Era il cavaliere errante che continuava la ricerca della pensione perduta.

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1) ORDINE DEL GIORNO

Discussione del disegno di legge:
S. 1254 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 2014, n. 3, recante disposizioni temporanee e urgenti in materia di proroga degli automatismi stipendiali del personale della scuola (Approvato dal Senato). (C. 2157)
Relatori: INCERTI, per la maggioranza; CHIMIENTI, di minoranza.

Discussione del disegno di legge:
Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero, nonché altre disposizioni urgenti in materia tributaria e contributiva e di rinvio di termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi.
(C. 2012-A)
Relatori: SANGA, per la maggioranza; BUSIN, di minoranza.

Discussione della proposta di legge:
FIORONI ed altri: Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro. (C. 1843-A)
Relatore: SISTO.

Discussione delle mozioni Binetti, Balduzzi ed altri n. 1-00094, Dorina Bianchi ed altri n. 1-00281, Rondini ed altri 1-00373, Nicchi ed altri n. 1-00375, Palese e Fucci n. 1-00376, Lenzi ed altri n. 1-00377 e Silvia Giordano ed altri n. 1-00378 concernenti iniziative in materia di malattie rare (vedi allegato).


2) può sembrare una battuta sciocca, ma DAVVERO ne ho visti due, insieme, che assomigliavano all'Onorevole Razzi, senza essere l'originale. Giuro!

3) Che poi il Senato sia stato, nelle sue origini greche e latine, l'espressione dell'oligarchia dominante, è una nota pedante.
4) Ma insomma, un'aula vuota!
Propongo qui coraggiosamente di dotare la sala di ologrammi di deputati, giusto per fare un po' di massa.

5) il MOF comprende: 
- il F.I.S. (per il finanziamento degli istituti contrattuali di cui all'art. 88 del CCNL 29.11.2007),
- i fondi per la quota FIS destinata per le aree a rischio e a forte processo immigratorio (quota complessità),
- le risorse per il finanziamento degli istituti contrattuali di cui agli artt. 33 (funzioni strumentali),
- art. 62 (incarichi specifici per il personale ATA),
- art. 30 (ore eccedenti sostituzione colleghi assenti),
- i fondi per il pagamento delle indennità per turno notturno, festivo, notturno/festivo.

Il F.I.S, fondo di istituto, è costituito dai soldi che vengono dati ad ogni Istituto scolastico per
a) il particolare impegno professionale dei docenti "in aula" riguardante le innovazioni, la ricerca didattica e la flessibilità organizzativa e didattica
b) le attività aggiuntive di insegnamento (fino a 6 ore settimanali individuali) volte all’arricchimento ed alla personalizzazione dell’offerta formativa (euro 35 orarie);
c) le ore aggiuntive prestate dai docenti della secondaria superiore per l'attuazione dei corsi di recupero per gli alunni con debito formativo (euro 50 orarie);
d) le attività aggiuntive funzionali all'insegnamento, che comprendono
• i compiti relativi alla progettazione ed alla produzione di materiali utili alla didattica;
• le ore eccedenti le 40 annue per riunioni del collegio dei docenti previste nell’art. 29, c. 3, lettera “a” del CCNL (euro 17,50 orarie);
e) le prestazioni aggiuntive del personale ATA svolte oltre l'orario d'obbligo e/o per l'intensificazione di prestazioni lavorative (tabella 6);
f) l'impegno di due docenti collaboratori del dirigente scolastico di cui all’art. 34 del CCNL (compenso forfettario);
g) le indennità di turno notturno, festivo e notturno-festivo (tabella 7);
h) l’indennità di bilinguismo e trilinguismo (tabella 8);
i) il compenso spettante al personale che sostituisce il DSGA o ne svolge le funzioni;
j) la quota variabile dell’indennità di direzione spettante al DSGA;
k) ogni altra attività deliberata dal consiglio di istituto nell'ambito del POF;
l) particolari impegni dei docenti connessi alla valutazione degli alunni.

6) E sarà certamente per questo che Grillo non ci pensa ad andare in Parlamento. Essere costretti dentro le righe è un lavoraccio non da poco.

venerdì 14 marzo 2014

Elogio I, 21: Del sambuco e della rosa canina

Il sambuco è un alberello che mi è risultato antipatico per buona parte della vita.
Quando si andava a fare le gaggie1) per i conigli te lo trovavi sempre di mezzo e il pennato non lavorava bene. Eravamo bambinetti di 10 anni e si andava nei boschi dietro casa con la roncola, il pennato o la falce, su richiesta dei genitori. Ve li immaginate oggi due decenni che prendono un'accetta su richiesta dei parenti per andare a far cibo per i conigli?



E' stata, di certo,  una fase selvaggia e maleducata quella, primitiva e senza coscienza. Arretrata.
Ma ci cadevano quasi tutti i vecchi, che forse avevano stretto un patto con lo spirito della lama, per non far tornare tagliato nessun bimbetto.
Noi avevamo il pennato e la roncola come amici e non li temevamo. Per le spine della gaggia ci pensava un qualche esorcismo recitato lungo la strada asfaltata, prima di entrare nel bosco.
Era un percorso rituale. Le gaggie erano dappertutto, ma noi si andava a raccogliere rami e frasche in punti imprevedibili. E sono ora sicuro che si entrava nel bosco solo quando si sentiva di aver terminato l'abluzione spirituale e si era stabilito il patto di acciaio con la pianta. Che avrebbe tenuto le spine lontane dalle nostre braccia e ci avrebbe permesso l'officio al dio coniglio.
Tra le sacre gaggie cresceva il sambuco, come anche la stipa, il castagno, l'àgoro. Piante buone a nulla, a quei tempi, salvo che per far crescere funghi e, l'àgoro, per dare qualche bacca che lasciava la bocca allappata.
Il sambuco macchia come un dannato e il suo sugo viola non va via dalle magliette. Se ci parcheggi sotto, come a me capita ogni estate, ti trovi l'auto a pois rossi e violetti e poi, gradualmente, neri ed azzurri.


Oggi che non si allevano più conigli come cibo, e non si danno ai bambinetti di 10 anni nemmeno le forbici per tagliarsi le unghie dei piedi, il sambuco si è preso la sua vendetta: se raccogli le bacche quando sono proprio mature (lo vedi perchè si spaccano piene di succo appena le premi) e le passi dentro un setaccio per raccogliere i semini, ci puoi fare una marmellata di gran pregio.
Cioè. E' buona, ma il suo valore deriva dall'essere di certo naturale. Ai nostri corpi, oggi protetti da ogni forma di natura, siano spine o pennati, ma anche rugiada e profumo di bosco, diamo il contentino, immaginandoci un progresso di spirito civile.
La marmellata di sambuco viene meglio se, invece del setaccio, usi la centrifuga elettrica. Che separa il succo da semi e bucce senza fatica. E in questo modo  la marmellata di sambuco diviene un segno dell'unico futuro che ci si può augurare: quello che conviene a chi si bagna i piedi nell'erba umida insieme agli amici e poi torna a casa al caldo, e si prende pure qualcosa, se ha il mal di testa.


Un po' più complessa è la storia della rosa canina, ovvero della rosa nature, quella che si trova nei boschi, cinque petali larghi e una bacca rossa e dura piena di semi e di peluria urticante.


Innanzitutto appartiene ad una età più adulta, complicata dalle rime di Orazio e dai primi gesti di impegno, personale e politico. E dunque la rosa canina è entrata nell'olimpo dei simboli come una sorta di metafora, o di allegoria. La rosa innanzitutto è una rosa è una rosa è una rosa, come in una qualsiasi quest medievale, e come simbolo del mistero senza fine bello aveva già la sua centralità dolorosa, ai tempi, nell'universo di immaginazioni e di speranze.
La rosa canina punge meno acutamente delle gaggie - che hanno spine come pugnali, lunghe e affilate. Le spine della rosa selvatica, però, sono molto più numerose e invisibili e, ricurve, mordono come piccoli artigli, dando senso al loro valore allegorico.
Le bacche si raccolgono d'autunno avanzato, quando il cielo potrebbe trarre in inganno, con l'aria che, se non iniziasse a svuotarsi, sembra quasi pullulare di gemme 2), e ti inganna, e fa pensare alla primavera.
Raccolte, le bacche, a chili, inizia la fatica di lavarle, aprirle, svuotarle dei semi e delle pelurie urticanti che - guai a farle finire nel pentolo - possono rendere il palato un inferno. Qui non vale la centrifuga, si deve per forza usare il passino, per ore e ore. Ed è meglio essere in due, almeno, ed avere qualcosa da dire.

La rosa canina, e la procedura per ridurla a marmellata deliziosa, è un elogio essa stessa all'amor coniugale.

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1) Garfagnino per acacie, robinie
1) gèmmea l'aria, si legge, infatti in Novembre di Pascoli.

martedì 11 marzo 2014

Elogio I, 20: della Bodda, cioè, nel dialetto della Versilia, d’un che di simile al rospo

Ci sono delle sere d'estate che sui monti della Versilia si aprono le cateratte del cielo. Tra luglio e agosto il calore, in vortici trasparenti, sale sui picchi e si riunisce tutto in se stesso, si raddensa, si concentra e prende a sciogliersi, quasi fosse un piacere rimandato troppo a lungo, e quanto più velocemente riesce a fare1).
Sempre, questo rinnovamento estivo viene annunciato dalla bodda, un rospo grande e lento che cala sulle strade a centinaia e di solito viene schiacciato dalle auto 2)
Si dice della bodda che pisci negli occhi di chi la prende in mano un'orina velenosa, ma mancano prove di esperienza diretta.
Si dice anche che se alla bodda metti in bocca una sigaretta, o un sigaro, dalla parte accesa, quella inizia a gonfiarsi di fumo fino a scoppiare. Ma anche di questo manca esperienza diretta e certificata.
In effetti d'estate noi si osservava file e file di bodde, seduti sulle panchine in campagna, ma eravamo già stati visitati dal demone della speculazione e si teorizzava sulle possibilità e le evenienze. Al massimo scommettevamo sulla mira delle rare auto che passavano.
Ma nessuna bodda finì mai esplosa, anche se il proverbio suggeriva ch'èsse ppieno 'ome una bodda fosse una condizione riprovevole.


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1) di questo ci dipinge Pascoli in una delle sue poesie più famose e più belle, Teemporale:

Un bubbolìo lontano...

Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
5stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un’ala di gabbiano.


che, al di là dei ricordi scolastici che porta, è davvero una poesia visionaria come uno scatto di Ansel Adams





2) Oggi pare che anche le bodde subiscano la sorte di tutti i batraci. Schiacciate sulle strade, private dell'acqua, infettate da funghi e bacilli, hanno poco da sperare nel loro piscio velenoso. Ed è un peccato, perchè, anche tralasciando la biodiversità che si perde, con la loro scomparsa avremo un'occasione in meno di immaginare storie dell'altro mondo.

Se il lavoro riparte da zero (e vince)

L'idea base dell'utopia comunista era quella dell'espropriazione - o meglio della conquista - degli strumenti della produzione. Con un procedimento logico e filosofico che non è qui il caso di discutere, le forze operaie diventavano padrone del loro lavoro (e dei mezzi e delle infrastrutture che il capitalista aveva messo in piedi, parte col suo lavoro e parte con l'espropriazione, fatta a danno della forza lavoro, del tempo e dell'energia creatrice altrui). Non mi interessa qui discutere la base filosofica. Nè rimenarla col vero e col falso.
Storicamente accadde che tale espropriazione venne condotta sotto la guida di un partito di rivoluzionari professionisti, e tutti sappiamo come è andata a finire.


Oggi, complice la crisi venuta sulla terra bruciata dal capitalismo finanziario, succede che il capitale fallisce e viene sostituito dalla forza lavoro, la quale non espropria, ma salva, piuttosto. E diventa finalmente proprietaria di sè e del proprio lavoro, dei prodotti e dei guadagni.
Si dirà che, per forza! L'operaio s'è fatto imprenditore e il capitalismo rinasce dalle sue ceneri.
Sarà, ma a me sembra che operai lasciati senza lavoro da padroni attenti al capitale, piuttosto che alla produzione, si sono uniti inun legame di solidarietà per uscire dal bisogno e hanno dato vita ad un sogno non violento.
Mi piace molto!

LA RIVINCITA DEGLI OPERAI

[...] Santi Cosma e Damiano, Latina. A una manciata di metri dal fiume Garigliano, il confine naturale tra Lazio e Campania, si trovano i 100mila metri quadrati dello stabilimento della Evotape, la più grande fabbrica di adesivi d'Europa. Ha chiuso i battenti nel 2011. Era proprietà della multinazionale Tyco, protagonista nel 2002 di uno degli scandali finanziari più noti della storia americana. Da lì un complesso risiko finanziario in cui l'azienda è passata nelle mani di diversi fondi di investimento tedeschi, fino alla messa in liquidazione. "Hanno spremuto la nostra azienda come un limone e deciso tutto a tavolino. A New York, Berlino, Lussemburgo, mentre qui 160 famiglie vivevano giorni terribili": Erasmo Olivella, 59 anni, ha lavorato 37 anni in questa fabbrica. Il giorno della chiusura dei cancelli lui e i suoi colleghi hanno deciso di occupare l'azienda: "Volevamo proteggere i macchinari, evitare che gli spazi cadessero in abbandono. Molti di noi hanno passato la loro vita qui dentro. Siamo rimasti a sorvegliare lo stabilimento giorno e notte", racconta. Un anno fa hanno ottenuto dal giudice la possibilità di riprendere la produzione e hanno riacceso le macchine lavorando per sei mesi senza stipendio. Alcuni imprenditori della zona si sono fidati del loro lavoro, della loro esperienza. Arrivano le prime commesse e i primi soldi necessari per ricominciare a comprare le materie prime. Oggi la fabbrica ha ripreso a lavorare a pieno regime e hanno chiuso il 2013 con un fatturato di 1,5 milioni. Senza aiuti, senza banche e senza assistenza di alcun tipo.  [...]

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