sabato 9 novembre 2013

Modesta ma meditata proposta per uscire dalla crisi

Dopo aver per lungo tempo soppesato il problema di questa inopinata regressione economica, dopo aver letto migliaia di pagine di querimonie e di accorate proteste, qui su internet e sulla stampa di tutto il mondo, dopo aver ragionato da solo e in compagnia e dopo aver ascoltato in tutta umiltà centinaia di pareri, di uomini illustri e sapienti come di umile gente del popolo, sono arrivato a concepire un ragionamento come quello che segue e che prenderà corpo in questa modesta proposta per un sano agire politico.


Posto che le condizioni di vita dei poveri del mondo, e di quelli di casa nostra, continuano a peggiorare costituendo in primo luogo una preoccupazione indesiderata per quella parte della comunità, sana e vivace, che riesce ad uscire da ogni momento di crisi più ricca e più in salute di prima, dichiarato con tutta la forza dell'evidenza che questa parte sana è motore di un'economia a sè stante, come testimonia la baldanza del mercato dei beni di lusso, considerate le grida d'appello e d'allarme che tutta la comunità tecnico scientifica lancia sulla insostenibilità di questo modello di sviluppo, dal punto di vista ecologico come da quello igienico sanitario e di approvigionamento di ciò che è essenziale ad una vita dignitosamente acconciata, acclarato il fatto che Europa e Stati Uniti d'America, per ragioni storiche, culturali, artistiche e di coscienza politica, sono ancora il cuore spirituale del mondo, considerato  tutto questo ed altro che qui, per brevità e chiarezza, si ritiene comunemente conosciuto, accettato e, per ciò, scontato, si propone una via pietosa alla ripresa sostenibile.


   Si propone l'eradicazione di tutta la popolazione, di qualsiasi età e condizione di salute, del continente africano. Con l'esclusione mirata degli euroamericani che, per turismo od affari, si trovassero nel continente, più o meno stabilmente.
In questo modo la benedetta terra d'Africa, liberata dai milioni di umani che la infestano, tornerebbe ad essere il giardino lussureggiante come è stato creato in origine. Culla dell'uomo e luogo di sport e di svago. Diventerebbe luogo di biodiversità e di rafforzamento delle specie che l'uomo, nella sua inanità, ha condannato all'estinzione quasi certa. Ricoperta di foreste e di vegetazione, tornerebbe ad essere una produttrice d'ossigeno, una inesausta idrovora di anidride carbonica e darebbe una mano a ridurre, sino alla cessazione del pericolo, il rischio di innalzamento delle temperature globali.


   Si propone l'eradicazione totale di tutta la popolazione asiatica, eccetto quella del Giappone. In un colpo solo si otterrebbe la fine della minaccia cinese per le nostre produzioni locali, la conseguente ripartenza della nostra economia, maxime del comparto delle calzature ma auspicabilmente anche di quello dell'auto. Si ridurrebbe il consumo di petrolio e di altri combustibili fossili, ora ingurgitati dall'industria dei paesi orientali, con conseguente ritorno all'abbondanza degli stessi combustibili, alla diminuzione del prezzo della benzina, al ritorno alle spensierate gite fuori porta e alla fine di ogni sproloquio sulla decadenza della civiltà occidentale.


   Anche solo limitandoci a questo ridurremmo la popolazione terrestre di circa 5 miliardi e cento milioni.
  Si propone, peraltro, il totale (o parziale, è da discutere) azzeramento della popolazione del Centro e Sud America.
Il disboscamento dell'Amazzonia potrebbe procedere con ritmo razionale e del tutto sostenibile, tutta la vasta estensione della foresta primeva potrebbe tornare a funzionare come polmone del mondo, le immense distese d'acqua dolce potrebbero costituire una riserva idrica di totale sicurezza, laddove questa proposta fosse accolta con ritardi che rendessero di più lungo periodo il ritorno all'equilibrio ecologico da tutti noi sperato, con conseguenti possibili anche se malaugurate crisi di disponibilità del prezioso elemento, soprattutto nei più vicini Stati Uniti d'America. Con questo dettaglio si arriverebbe a eliminare altri 400 milioni di esseri umani, bambini compresi. Portando il totale, fin qui, a circa 5 miliardi e mezzo sui sette e mezzo circa del totale odierno.



   Di certo appare auspicabile anche la eliminazione globale della popolazione araba e, ovviamente, di quella musulmana non africana. Il petrolio sarebbe così disponibile senza sottostare ad alcun ricatto politico. E la democrazia occidentale non dovrebbe più scendere a compromessi con le sanguinarie dittature col turbante. E' del tutto inutile qui ripetere tutte le ragioni, culturali e spirituali, oltre che economiche, che sarebbero immediatamente risolte con la scomparsa delle popolazioni arabe.
   Al compimento di questo progetto, semplice e chiaro nella sua natura anche se di non immediata realizzazione, la popolazione terrestre sarebbe ridotta ad un più naturale e fisiologicamente sostenibile miliardo, con il mantenimento del livello di sviluppo tecnico, scientifico, politico, etico e morale, medico e urbanistico, senza detrimento per le comunicazioni e la continuazione delle necessarie scoperte scientifiche. La produzione di beni e servizi continuerebbe senza traumi, anche se sarà necessario procedere ad una riconversione culturale delle masse lavoratrici dell'Occidente salvato. Il ritorno al lavoro manuale, nelle officine e nei campi, aiutato e reso sostenibile dall'uso delle macchine intelligenti e dalla diffusione della robotica, darà vita al rafforzamento fisico e spirituale della popolazione euroamericana. Con conseguente sollievo per i sistemi sanitari nazionali e per il debito pubblico.



In un siffatto pianeta può essere realizzata quella che fino ad ora è stata considerata una vaga utopia: la democrazia collaborativa e basata sulla solidarietà tra i simili. Piccole comunità locali di eguali che in concordia e ciascuna secondo le sue necessità e le sue prerogative perseguono il bene comune in regime di libertò individuale, basata sulla proprietà privata e sulla minima ingerenza dello Stato. Disarmo. Progresso scientifico. Progresso nelle conoscenze. Pace e prosperità. Libertà per chiunque di nutrirsi dei frutti della terra. Di carne felicemente e umanamente allevata in liberi pascoli per chi scegliesse la via carnivora. Di frutta e verdura coltivata con l'occhio alla qualità e non più alla quantità, per chi volesse seguire la strada vegetariana e puranco vegana. Oceani ripieni di pesce dove tornerebbero a nuotare anche le nobili balene.
Qua e là sarebbe pure possibile seguire la strada etica ma insieme estrema delle comunità di raccoglitori cacciatori, per raggiungere l'estasi mistica del minimo peso ecologico della specie umana.

I nostri scienziati ed i nostri politici sapranno sicuramente come perseguire questo colorato progetto, senza danneggiare l'umanità e la sua casa. Io, modestamente, proporrei di seguire la via batteriologica verso lo sterminio purificatore, usando con sapienza virus e vaccini, obblighi sanitari e voli intercontinentali. Ma è solo un'idea che qualcuno, di certo, si premurerà di rendere perseguibile pulitamente.

4 commenti:

  1. CARO GIGI...DOPO QUESTO ARTICOLO NON MI CONVINCONO PIU' TUTTE QUELLE RASSICURANTI SCATOLETTE DI TABACCO E LE RELATIVE BONARIE ETICHETTE COMMERCIALI CHE CI LASCI INTRAVEDERE NELLE FOTO DEI TUOI POST.
    DICCI LA VERITA' SU QUELLO CHE IN REALTA' CI TIENI DENTRO E CHE TI FUMI...
    LEO

    RispondiElimina
  2. Non avrai mica pensato che sia diventato un nazista, eh!? Voleva essere una provocazione.
    Ma ce lo vedi il Gigi a blaterare di razza e primato naturale del mondo euroamericano? :D :D :D
    Comunque no, fumo solo tabacchi naturali con eventuale spruzzata di rhum, ma non credo faccia effetto :d

    RispondiElimina