lunedì 28 ottobre 2013

L'immagine della settimana: 28.10.2013


Ormai finita la mia pipa di olivo, la 5° che faccio. La prima (la pipa n°0) era pure in ulivo ma è finita con un buco bello tondo in fondo al fornello.
Il blocchetto di ulivo non era facile da lavorare, avendo le venature, marcate, con il verso sbagliato. Per farle funzionare come volevo ho dovuto ruotare la mia pipa, quando ancora era solo un'idea, all'interno del blocchetto. Niente di speciale, ma c'è voluto del coraggio, allo stadio di apprendista in cui sono.
Anche in questa pipa la maledizione dell'olivo tarlato ha colpito quando meno me l'aspettavo: bucando il cannello con una punta del 3 mi sono visto spuntare il metallo fuori dal legno. Non dentro il fornello, come sarebbe stato auspicabile, ma fuori dalla pipa, come NON doveva essere. Prendendo la punta tra le molte, mi sono trovato in mano un ferro lungo il doppio di quello che usavo di solito. E che io ero convinto fosse l'unica punta del 3 che avevo. Il foro è stato riparato abbastanza facilmente con colla e finissima segatura di ulivo e, alle prime fumate, non dà segnali di sè. Sulla radica appaiono due 'occhi' naturali che mimetizzano il forellino facendolo sembrare uno di loro.
Sono abbastanza contento di questa pipa. In primo luogo per le venature frattali del legno che mi ricordano i materiali che faccio con gli editor dei programmi 3d. In secondo luogo perchè trovo le pipe curve abbastanza ostiche da realizzare, al livello di minima competenza che ho al momento. La forma mi obbliga a lavorare molto a mano, con la carta vetra. Ed è un piacere, quello di intagliare e lisciare, che ho sempre rimandato ma che adesso mi godo con calma: erano anni che compravo raspe e punte, trapani e sgorbie, senza sapere che tutta quell'attrezzatura aspettava solo che mi decidessi.
L'abbinamento è con lo Squadron Leader della Samuel Gawith, di cui ho già parlato, e con un libro proprio adatto: Il più grande uomo scimmia del Pleistocene di R. Lewis.
Un libro piacevolissimo che racconta delle velleità di una scimmia che credeva di avere una missione civilizzatrice.

martedì 22 ottobre 2013

L'immagine della settimana - 22.10.13


La quarta pipa che ho fatto, la Gigionaz 4, d'ora in poi. Dovrebbe essere una chubby, cioè una pipa cicciotta e corta, da fumare, sembra, con calma, per evitare che il corto cannello, non raffreddando il fumo, faccia bruciare la bocca.
Non ho mai avuto una chubby, nè l'ho mai vista in giro ma mi sono egualmente arrischiato a costruirla per un motivo volgare e casuale: avevo il bocchino che si vede in foto e che non avrei saputo usare per altre forme. Ma come spesso avviene, la cosa accaduta casualmente si rivela, a posteriori,necessitata e necessitante. E allora ecco l'accoppiata letteraria: il manuale Hoepli Il cane, razze mondiali, allevamento - ammaestramento - malattie, con una sezione su I cani della spedizione polare di S.A.R. Il Duca degli Abruzzi, Milano, 1904, Lire 7,5 compulsato ripetutamente durante i lunghi momenti di noia e di abbandono, nelle domeniche piovose della mia infanzia. Pomeriggi durante i quali il testo mi era maestro di eleganza anglosassone e di virilità venatoria, compagno di lunghe cacce alla volpe e di improvvise ferme di bracchi alle pernici.
La pipa chubby sembra essere una pipa fatta per stare in tasca, nella giacca di tweed di un lord inglese a cavallo ma anche nella bisaccia di un cacciatore maremmano.


lunedì 21 ottobre 2013

Perchè non ripartiamo dal modello cinese?

'Airpocalypse' clouds in China


Io una mezza idea ce l'avrei, perchè no... noi non ripartiamo da lì.



Che magari ci proibirebbero anche di fumare la pipa ;)


martedì 15 ottobre 2013

5 milioni e si va sul sicuro

Ora, è vero che 5 milioni di euri, in tre anni, sono una manna dal cielo, in questi periodi di crisi e anche in periodi normali ossia di crescita. Ma anche di blowing economy, per me almeno.
MA
posto che cinque milioni, nella normale vita di mercato, si danno a chi ne fa guadagnare almeno mezzo di più, mi sarebbe venuto istintivo di rispondere, al gigante dell'economia a nome Brunetta, che sarebbe bello commisurare la paga dell'amministratore alla soddisfazione dell'amministrato. Detto in linguaggio più triviale: le hai fatte le leggi? Con le tue leggi hai prodotto felicità o ruina? E non dirmi che 'ci sono i cattivi che ti impediscono la corsa sulla strada verso il bene', che tu naturalmente e gioiosamente saresti atto a percorrere. Non ci provare nemmeno, a dirlo. Che ti taglio le orecchie e mi ci faccio due portachiavi!


domenica 6 ottobre 2013

Chuck Norris fuma Forte

Ovviamente, direte voi. Ce lo vedete Chuck a fumare una EM???


Oggi sono andato al mercatino dell'usato, sotto casa mia. Si tiene ogni prima domenica del mese e, di tanto in tanto, ci trovi delle pipette interessanti.
Oggi ho resistito ad una bella Peterson, a una vecchia Savinelli, una Stanwell elegante e a un tot di Butz Choquin. Il fatto è che nessuno compra le pipe e gli espositori ormai mi conoscono e provano a metterci sempre almeno 5€ di più di quello che è il loro prezzo, perchè sanno già che io compro solo se abbassano almeno di 5 € il prezzo iniziale. Quindi salto i primi e mi trovo di fronte ad un banco che non ha mai avuto pipe, prima di oggi. Nel mazzo vedo subito una freestyle. La prendo e quella mostra scritto Savinelli Autograph. E' nuova, non ha difetti. Solo, il bocchino non si toglie, e nemmeno ruota.
_Quanto costa?
_ 20 euro.
_ Nooooo, è bella ma ha un sacco di difetti.
Non è vero che ha difetti. Neanche una stuccatura o una riga, ma si inizia sempre così. Raramente si eccepisce su questo punto in oggetti usati.
_ Vabbè 15, se non aveva i difetti non la mettevo mica a così poco.
_ 10. Che il bocchino non si toglie nemmeno.
_ ... vabbè. se la prenda.
Me la prendo bello contento. Nuova, una pipa così si vende dai 200€ in su.
Arrivo a casa e provo a togliere il bocchino. Niente. Attorno al cannello si vedono delle incrostazioni secche che vengono via con una lametta. Sono convinto che sia loctite, superattack, colla cianoacrilica, chiamatela come volete.
Su Internet trovo che questa colla si scioglie con l'acetone. Provo a immergere la pipa in acetone sino al fornello. La vernice viene via, ma tanto io ormai ridipingo le pipe comprate usate.
Vado su un famoso sito italiano di cultura piparia e apro un thread nella sezione 'restauro pipe usate' con la domanda: 'come fate voi a staccare un bocchino incollato col superattack?'
Naturalmente provo prima a cercare le parole chiave, hai visto mai qualcuno avesse già espresso il medesimo dubbio.
L'amministrazione del sito chiude sempre i threads giudicati doppi perchè 'non avevi visto che l'argomento è già stato trattato nel mese di aprile del 2006?'.
Infatti il thread viene immediatamente chiuso. Evidentemente qualcuno aveva già affrontato il problema, l'aveva risolto e viveva contento senza lasciare tracce su google e senza poter essere da me interpellato.
Allora io, fattomi possedere da Chuck, mi munisco di seghetto e taglio la testa al toro, assieme con il tenone, cioè il pezzo di bocchino che entra nella radica del cannello.
Fncl, mi dico. Non sarà una costosa Savinelli Autograph, presa con due lire, a opporsi al destino. Non ho voglia, oggi, di fare le reverenze.
zzzzz, stack. L'Autograph si divide in due.
In effetti il precedente proprietario, per motivi del tutto incomprensibili, aveva spalmato superattack da tutte le parti. L'incastro è originale, i pezzi aderiscono perfettamente, e quel tipo avrà pensato che fosse una bestemmia che a una pipa così costosa si staccasse il bocchino solo a tirarlo con forza.
Vabbè. E' il momento del Dremel e delle fresette. Tolgo i pezzi del tenone (il perno che entra nel bocchino e nel cannello della pipa), taglio un pezzo di ebanite da un altro bocchino di riserva e gratta e carteggia, fresa e scava, il bocchino rientra quasi perfettamente al suo posto.
Adesso mi fumo del Forte nell'Autograph e brindo a Chuck Norris.


mercoledì 2 ottobre 2013

Moebius e Samuel Gawith, con Piazzolla


Stasera, dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Brunetta, Bondi, Sallusti e Berlusconi, convinto che la faccia di tolla oggi è un mestiere inflazionato, mi rifugio in un angolino di estrema serietà, responsabilità ed impegno intellettuale. e sposo Le Garage hermétique di Moebius con il Full Virginia Flake di Samuel Gawith e con la testimonianza di una pipetta fatta dalle mani di Pascal Piazzolla (parente del grande tanghéro Astor).
Il tabacco l'ho appena comprato e annusato. Sono flakes, cioè striscioline di fibre pressate di molti Virginia (si dice) aromatici, ma non ho avuto da loro che una promessa da verificare. La pipa è leggerissima, e sufficientemente rilassante. Il Garage Ermetico è la storia più onirica che sia mai stata scritta. Grande Moebius, che mi ha sempre salvato dalla mancanza di senso della realtà che ci tocca vivere davvero.


Il maggiore Grubert, del Garage



martedì 1 ottobre 2013

Il piacere e la morte

Eureka! Dopo tanti di quegli anni sono riuscito a rimettere al suo posto in biblioteca questo libro maestoso. L'avevo comprato alla fine dei '70, l'avevo letto, cercando disperatamente di capirlo (ma anche leggerlo e basta era una bellezza, al tempo dei miei diciott'anni) e poi l'avevo perso, forse sottrattomi da una manina maliziosa.
Era poi uscito dal commercio e non l'avevo più trovato.
M'è poi tornato in mente grazie ad una ragazza giudiziosa che aveva elaborato a suo modo un ragionamento attorno alla minorità umana di fronte alla paura della morte, paura che rende gli uomini schiavi e servi del dolore, del caos e dell'agitazione.
Mi ha soccorso Internet, dove a ben cercare si trova sempre ciò che occorre. Anche questo libro, ormai fuori commercio e presente in rete in un unico esemplare (a quanto mi è stato dato di trovare). Naturalmente l'ho subito acquistato e, prima ancora di aprirlo, l'ho fotografato assieme ad una mistura inglese 'serena' e facile, e ad una pipa, pure inglese, educata e di bellezza composta, una Bewlay, regalatami inaspettatamente dal mio amico della beata adolescenza, che non avevo mai più rivisto occhi negli occhi. La coppia tabagica sembra aver in sè il segreto dell'edonè katastematikè (o simile, mi perdonerete, non ho mai masticato il greco), cioè del piacere in quiete 1). Che deriva dallo sprezzo della morte e che è sconosciuto a noialtri, la maggior parte delle volte.


Ora che l'ho ritrovato, il libro, ve lo consiglio caldamente, se riuscite a trovarlo pure voi. ;)
PS: io l'ho trovato qui: http://www.comprovendolibri.it
(seconda pubblicità palese)

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1)   padre dell'atarassia, cioè dell'assenza di turbamento - o della saggezza.