sabato 29 giugno 2013

Margherita Hack


Odiata dai poveri di spirito. E, anche solo per questo, una grandissima donna.

mercoledì 26 giugno 2013

Metti la mordacchia al giornalista

La novità che il Movimento 5 Stelle rappresenta è tutta condensata nella puntata di oggi, 26 giugno, di Melog, trasmissione radiofonica condotta da Gianluca Nicoletti su Radio 24 (la radio del Sole 24 Ore, la radio dei padroni, si sarebbe detto una volta, la radio libera, ma libera veramente, che mi piace ancor di più perchè libera la mente - si dovrebbe dire oggi).
A farla breve oggi ero in autostrada, in una minima pausa dal lavoro, e andavo verso il Liceo dove mia figlia stava sostenendo una performance gloriosa nei suoi orali dell'esame di Stato.
Avevo un mazzo di fiori gialli e bianchi sul sedile di dietro, sotto il ponte che stavo attraversando scorreva il fiume Magra, molto ricco di acque trasparenti per essere quasi luglio, l'aria era fresca e frizzante, nel cielo sfrecciavano le poche rondini rimaste e insomma era una giornata bellissima, come non se ne vedono più da un pezzo 1).


Come al solito avevo la radio sintonizzata sul canale dei padroni. Ormai non ascolto più RAI3, da quando hanno sostituito i programmisti con liste musicali gestite da computers.
Vabbè, Nicoletti conduceva al suo solito la trasmissione, una trasmissione che io amo quasi per nulla ma che non per questo mi fa cambiare canale. Eravamo alla fine di una puntata che trattava di intrusioni nel privato delle persone, o almeno credo - mi ero perso gran parte della trasmissione e al momento in cui scrivo il podcast non è ancora disponibile in rete 2) 
Nicoletti aveva appena fatto cenno alla novità grillina, l'idea cioè che ai giornalisti parlamentari si dovrebbe impedire di entrare in Parlamento. Niente possibilità per la stampa di gironzolare per le stanze del potere italiano, e anzi a loro dovrebbero essere dedicate stanze nelle quali attendere la pioggia delle comunicazioni ufficiali. Nicoletti dava la notizia che era già apparsa nella rete italiana di informazione3). 
E ne parlava così, come di una notizia qualsiasi. Anche se sul bloggone grillista appare una foto  un po' inquietante


Il blog del Grillo recita: Taci, il giornalista ti ascolta! Si nascondono ovunque. L'unica difesa è il silenzio, il linguaggio dei segni. I giornalisti non possono infestare Camera e Senato e muoversi a loro piacimento. Vanno disciplinati in spazi appositi, esterni al Palazzo. Per un'intervista chiedano un appuntamento, come si usa tra persone civili, non bracchino i parlamentari per le scale o al cesso.

Ad un certo punto interviene un signore calmo, educato, colto e pure toscano, il che giocava a suo favore (amo ascoltare i toscani, maledetti la loro parte ma che riconosco appartenere ad una razza superiore).
E cosa dice questo signore?
(riscrivo)
Toscano: _ Nicoletti, oggi la sua trasmissione ha toccato vette di volgarità mai raggiunte prima
Nicoletti: _ E perchè?
_Perchè dovete smettetela di guardare il dito che indica la luna! Cosa direbbe se un ascoltatore si aggirasse per la redazione di Radio 24 e ascoltasse i vostri discorsi fuori onda? Non parlerebbe di invasione di campo?
_ Certo, ma i giornalisti devono fare proprio questo...
_ Ma no! Il giornalista non ha diritto di aggirarsi in Parlamento e cercare di cogliere parole e chiacchiere! Perchè i gruppi hanno diritto a comunicare una versione concordata al loro interno!
I giornalisti devono aspettare che arrivi il comunicato ufficiale!
_ Ma, ma (Nicoletti quasi balbetta)...
_ Ma niente! Guardi la luna, Nicoletti!
Avevo preso il cellulare che ero ancora sul lungo ponte per cercare di entrare nella trasmissione ma proprio in quel momento Nicoletti annuncia la sigla di chiusura, perdendo l'occasione di martellare il nuovo che avanza e metterlo in frigorifero per non farlo ammuffire subito.
Insomma, abbiamo saputo che la proposta di una testa educata, colta, benpensante e forbita della base grillista, converte il 'Parlamento libero' in 'velina obbligata'.
E davvero sentivo vibrare nella voce onesta e sincera del tipo toscano, una voglia di etico Goebbels, ordinatore nel giusto.

Io mi chiedo se davvero il sig. Grillo ci ha salvato da fenomeni estremi, aggregando tutto il malcontento attorno a sè, un sè che si presume inoffensivo e regolato. E mi chiedo se il sig. Grillo non sia, issofatto, l'aggregatore dei pericoli estremi.

E, ancora, mi chiedo se non sia meglio un cielo, pieno di scie chimiche, che mi nasconda la luna.

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1) sia detto per inciso, le aziende chimiche governative degli USA devono essere piombate in una crisi profonda, in questo periodo, perchè è da qualche tempo che il cielo azzurro e limpidissimo denuncia una pausa nella dispersione di quelle scie chimiche che ogni internauta ben informato riconosce ormai anche da lontano. Chissà cosa sta preparando il perfido Zio Sam, per lasciarci godere, qui da noi, un cielo così limpido... Complotto???
2) dal 27 lo potete ascoltare qui: http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/melog/index.php
3)  Così oggi la Stampa di Torino Secondo il leader del M5S, i cronisti vanno «disciplinati in appositi spazi, esterni al Palazzo». Insomma, fuori dal Parlamento e lontani dai parlamentari cinque stelle.

domenica 23 giugno 2013

Lo zen e l'arte delle nuvole di fumo

Qualche tempo dopo l'inizio dell'avventura nel mondo affascinante delle pipe, è inevitabile provare a percorrere una rotta ancora più inebriante di profumi e di misteri. 
Il mondo del tabacco da pipa. 
Non voglio qui fare una rassegna delle centinaia di misture profumate che si trovano in commercio, prodotte con le varietà più diverse per tipo, lavorazione e provenienza. Kentuky robusti coltivati in Italia, Virginia biondi e rotondi dagli Stati Uniti, Burley del Tennessee, Malawi, Brasile o Argentina, Latakia affumicato a Cipro e in Libia, Cavendish pressato e bruciato leggermente, e ancora Orientali Turchi della Macedonia, il raro e forte Perique coltivato solo su 65000mq in Louisiana, il Burley dell'Ohio. Ognuno preparato in mille modi diversi, pressato, fermentato, bagnato con i più diversi tipi di liquore e di profumi.

Foglie di Perique e le sue sacerdotesse
Il mio viaggio dentro questa selva di combinazioni è appena iniziato ma già mi sento come doveva sentirsi Ulisse quando navigò tra le sirene o quando visitò il paese dei Λωτοφάγοι, mangiatori del Loto inebriante e nemico della memoria. 

Anche nel taglio e nella conservazione il tabacco è vario e sempre diverso.
Oggi, più frequentemente, lo si compra in bustine sigillate sottovuoto e in lattine eleganti.
Nell'un caso come nell'altro il tabacco viene conservato perfettamente.
Però, una volta aperto e esposto all'aria, soprattutto quello delle varietà 'naturali' che io preferisco, senza additivi, tende a seccarsi e sbriciolarsi e ti fa perdere l'amore che provi verso le cose vive.

Dopo una breve ricerca in rete ho fatto l'incontro col tabacco Flake comprando il Capstan e il Park Lane 7. Per Flake si intende un tabacco (di solito Virginia e Burley) pressato con forza in sottili foglietti separati e sovrapposti nelle confezioni di vendita. Il vantaggio di questo tipo di preparazione è dato dalla sua umidità persistente, dalla sua maneggevolezza e dalla facilità di caricamento in pipa, una volta fatta amicizia con questo vecchio tipo di tabacco.

Allora che faccio? Avevo possibilità di scelta? 
Mi precipito dal mio amico tabacchino, compro i tabacchi italiani più 'naturali' e meno costosi che ci siano qui da me e mi impegno nell'impresa.


Tabacco Forte, composto da Kentuky italiano. Forte davvero, da stare attenti nelle pipate prolungate in pipe capienti. Trinciato Italia, a base di Virginia, ma forse con dentro Orientali ed un po' di Kentuky. Kentuky italiano ottenuto da sigari toscani tagliati in rondelline sottili sottili (Toscanello, Garibaldi, Extravecchio quasi pari sono. Io preferisco il Toscanello Speciale).

Ma anche virginia trinciato da rollo, come il Virginia Original Green Mountain, nell'economica confezione da 30g. Un briciolo di Latakia, tabacco molto aromatico.
Li miscelo pesandoli con una bilancina elettronica cinese, che spacca il decimo di grammo (quella da centesimo di grammo, puro amore dell'eccesso inutile, me la sono persa per una settimana, che prima non c'era e poi è apparsa improvvisamente allo stesso prezzo della mia, ma che volete, si può mica avere in casa due bilancine di precisione avanzando la scusa che 'questa spacca il centesimo di grammo'!).
Dopo averli pesati con misure segrete, li mescolo per decine di minuti con i polpastrelli, e la miscelazione di odori e umori dà un piacere tattile sottile e a me fin'ora sconosciuto.
Intanto metto a bollire una pentola d'acqua. Quando il bollore è vigoroso, spengo il fornello e metto sulla pentola una reticella sottile di metallo (vanno bene i colini sottili come i setacci da farina. Io uso la rete che si mette sulle padelle per evitare gli schizzi, quando friggo le acciughe o i totanetti infarinati). Sulla rete spargo il tabacco e sul tabacco, se la giornata è secca, metto un coperchio. Lascio il tabacco a inumidire quanto basta. In genere un paio di minuti per permettere alle fibre di essere molto più umide del normale.
Poi rimetto il tabacco inumidito nel vassoio e lo rimescolo con amore.
Può essere, talvolta, che mi venga l'idea di bagnare la mescolanza con Rhum delle Antille o di Cuba. O con Brandy inglese. Per fare ciò ho sistemato uno spruzzino minuscolo, di quelli che ricevi in omaggio con riviste e giornali e che conteneva un campione di profumo.
Nebulizza il liquore atomizzandolo alla perfezione e spargendolo in maniera uniforme su tutto il tabacco.
L'unica difficoltà, grossa ma non insormontabile, è toglierci il residuo di profumo originale. Avevo pensato che sarei stato costretto a fare un tabacco a la mode de Gucci, ma ho subito rimediato con lunghi spruzzi di Rhum verso il vuoto.
Ed eccomi pronto alla magia: scatoletta di rovere autocostruita, foglietti di cartaforno a misura, morsetti da tavolo robusti e un po' di tempo a disposizione.


Il risultato è come volevo. Fogliettini sottili di tabacco pressato, da riporre nella scatolina del Capstan e da gustare per giorni e giorni, senza che perdano in profumo, umidore e fragranza. 
Anche la procedura di carica nella pipa, una volta scoperta, è facile facile. Si solleva il fogliettino di tabacco (quelli di cartaforno sono già stati eliminati), lo si divide in due per la lunghezza, se ne prende uno e si arrotola tra le dita, a fare un cilindretto a spirale. Della misura esatta del fornello di pipa. Si inserisce con grande eleganza (anche guidando con il ginocchio, ma solo nei rettilinei senza traffico - e avvertendo che queste cose no, non si fanno) e si accende con un solo fiammifero, lavorando un po' col pigino. Che io sappia il sapore dipende dalla miscela di tabacchi usata. Ovviamente. Ma io trovo che, così acconciate, le fibre originali si siano sposate in modo molto più profondo, con le resine proprie spremute e mescolate.

In fumata mi sembra un po' più pastoso e consistente. A volte aggressivo, se esagero col Forte, a volte più dolce, se ci vado di Virginia. Ma è una soddisfazione, proprio come aver fatto una scultura o un dipinto.


Riconosco che il titolo è un po' pretenzioso e, probabilmente, fuorviante. Ma mi piace accodare questa passione alle altre che ho rubricate in questo modo. Lo zen ridotto e semplificato, uno zen de noantri, che è solo il modo di esprimere affetto verso il mondo delle cose.

mercoledì 19 giugno 2013

Esame di Stato 2013 - Le tracce della prima giornata

Chissà se sarà vero... Magris e Brics.
Interessanti, succulenti, quasi meravigliose, le tracce della prova di Italiano dell'esame di Stato.
Da farci fare bellissima figura con quegli splendidi deficienti1) di Europei.
Che non sanno, per fortuna nostra, che il programma di Italiano, di Letteratura Italiana, di Lettere o come cavolo volete chiamarlo, dall'ultima riforma, europea e modernista, riprende dalla lettura dello opere immortali di Leopardi2) e ti va bene se lo finisci a Montale e Saba. E parte dalla Prima guerra mondiale (con recupero iniziale su Crispi e Giolitti), in Storia, per arrivare agli anni '80, con sforzi sovrumani e sforbiciate vergognose 3).
E non sanno che l'unica abilità che si insegna, oggi nella scuola italiana, è quella di cavarsela.


Brics e Magris... Lorem ipsum dolor sit amet, appunto. Viva!
...

Esiste oggi, nella scuola italiana e, credo, nel sistema paese, una contraddizione profonda tra vecchio e nuovo. Nella scuola il nuovo è costituito dal percorso che il mondo al di fuori ci chiede di fare. E inevitabilmente avranno delle ragioni a chiedercelo, se quasi tutti i paesi del mondo sono ormai usciti dalla crisi più grave a partire da quella del 1873, mentre noi ci siamo ancora dentro.  
In Italia però c'è anche il vecchio, che consiste nel credersi migliori degli altri e nell'assumere, quindi, posizioni di conservazione, se non proprio di restaurazione.
In questa trasformazione del sistema scuola (di quello Italia non ho molto da dire) tutto il nuovo che siamo disposti a concedere si riduce alla confezione di un vestito da modella anoressica e nel cercare di farlo indossare ad una grassona impenitente.
Te lo provi davanti allo specchio e a una folla di genitori, parenti, amici e sodali che applaudono, e lo vedi che non ti sta, lo senti che ti tira da tutte le parti. E non vedi l'ora di rientrare in quelle vecchie e comode braghette slabbrate. Pur sapendo che prima o poi dovrai ritentare e magari riuscire infine a indossarlo.
E' cattivo il costumista, stilista, magister elegantiarum? Ma no, non è cattivo. Lui deve solo depositare i progetti della stagione primavera-estate di fronte alla commissione Vogon, demolitori interspaziali che hanno invaso la Terra da qualche anno. Sono sporchi e bavosi, i Vogon, ma hanno vinto, e tu ti devi provare un vestitino che non ti entra, per farli contenti e per rallegrare lo stilista capo, che deve apparire à la page.
I Vogon, stupidi come sono, si accontentano. I costumisti salvano la pelle e tu, insistendo, dimagrirai.
E i genitori insegnanti ed educatori che ti rimpinzano di hamburger fritti in olio di motore, prima o poi tireranno le cuoia.



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1) splendidi in quanto deficienti, secondo la vulgata che serpeggia in Italia da ormai 100 anni circa.
2) qualcuno, saputo e di esperienza, potrebbe obiettare che in un esame di questo genere si valutano anche i percorsi individuali di ogni singola mente, cioè il lavorio di pensiero che il candidato svolge autonomamente fuori dall'Istituzione scolastica, in perfetta solitudine e libertà. Ma l'esame oggi si chiama Esame di Stato e dovrebbe misurare la qualità delle cose che la scuola ha trasmesso. L'esame di maturità, quello che valutava ciò che eri diventato, spesso nonostante la scuolaè defunto da un pezzo.
3) La traccia del tema di storia: In economia internazionale l’acronimo BRICS indica oggi i seguenti Paesi considerati in una fase di significativo sviluppo economico: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica. 
Premesse le profonde differenze intercorrenti fra le storie di ciascuno di tali Paesi, il candidato illustri gli aspetti
più rilevanti della vicenda politica di due di essi nel corso del ventesimo secolo.
Tradotto: fingiamo di parlare dei Brics (con tutto il discorso elegante sulla globalizzazione, l'economia delle bolle, il fenomeno della dislocazione dei capitali e della produzione, la decadenza del modello di sviluppo occidentale, la crisi europea, il ruolo delle banche centrali e della politica monetaria -ecc ecc), ma non ne sapete nulla e quindi basta che ci raccontiate un po' di rivoluzione bolscevica e di Mao. E il trucco è tutto qua.

martedì 18 giugno 2013

Salviamo le api

andiamo qui: salviamo le api - Greenpeace e firmiamo.
Senza api il mondo muore.
Perchè magari potremmo anche mangiare le meduse... ma io preferirei continuare con i soliti, mele, carote, limoni, melanzane, sedano e cavolfiori

Api da amare