domenica 12 maggio 2013

Elogi II,4

Elogio del Capstan


Il Capstan è un tabacco flake da pipa. Lo trovi se sai cercare, e non è facile nelle città di provincia. Ma anche in questo microbo di città, ligure e toscana assieme, si trova sempre un tabacchino che aspettava di vendere un tabacco da pipa sconosciuto, qui da noi. Per fratellanza di gusti, sono certo, più che per minima ragione commerciale - e infatti si vede che il tabaccaio è contento perchè tira fuori tutte le scatole che aveva nascoste sotto il banco e i cataloghi, e ti fa annusare le buste, ognuna con un aroma diverso. E di qualcuna particolare ti racconta addirittura la storia.
Ho trovato, così, questa scatolina graziosa, uguale a quelle che ho usato, sin da quando ero giovane, per conservarvi le mosche da pesca. Infilate su striscioline, di sughero, prima, e tagliate da tappetini di mouse, quando i tappetini di mouse erano spessi e gommosi che non si rompevano mai 1).


Dopo mesi in cui ho girovagato per decine di misture e di trinciati profumati, fatti di Virginia, Burley, Kentuky, tabacchi orientali, Latakia, Cavendish e chissà cos'altro, mi son trovato a mettere nella pipa questo tabacco flake. 
Per chi non lo conoscesse, è un tabacco pressato in sottili straterelli, quasi come foglioline, di lunghi filamenti scuri, con piccole goccioline gialle come polline. Così che tu apri la scatoletta e ti trovi un pane profumato di tabacco, avvolto a mano, ci scommetto, dentro una sottile carta gialla piegata con cura e precisione. Odora quasi di vino fermentato, o di alcool fruttato, con una leggerissima ombra di cacao. 
E quando lo prendi in mano, senti la meraviglia dell'analogico: si sfoglia e subito si sfibra, che è davvero un piacere arrotolarlo senza farlo cadere e poi sistemarlo dentro la pipa. 
Una pipa di medie dimensioni, non grande, perchè se fumato puro il Capstan dura a lungo e nè io nè lui amiamo le eccessive quantità.
Questo tabacco può aggredire la tua bocca quando meno te l'aspetti: dolce-dolce e poi, zaaànggg!, ti trovi scatafrattato di nicotina.
Appena acceso si asciuga subito e non fa come molte misture che bollono nella loro acqua, additivate di chissà cosa. 
C'è chi dice che non abbia sapori decisi, ma sbaglia, perchè il Capstan, in fumata, cambia piano piano e inizia a sapere di miele e di fieno e di frutta selvatica.
A me ricorda anche l'odore di merda di mulo della Carraia che portava a Migliano 2) e che noi si faceva in su e in giù. 
Può suonare strano, ma era un odore grato e morbido che se non l'avete sentito potete pure considerarlo perduto definitivamente, poveri voi.


Il Capstan a me pare un tabacco onesto e lo fumo volentieri in una pipa sconosciuta, una Bradford che mi ha lasciato mio bisnonno (classe 1888, che ormai l'ha smessa di fumare da un bel po' di tempo). 
Lui ci metteva dei toscanelli sbriciolati che mi mandava a comprare all'Appalto 3) e quel fantasma residuo il Capstan non lo combatte, come invece fanno gli altri tabacchi.
Consiglio a tutti i fumatori di pipa di provare il Capstan, scatoletta azzurra, e di fumarselo lentamente in campagna.

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1) Mi commuove essere vissuto in un'epoca durante la quale anche gli accessori per i computer erano fatti per durare il più a lungo possibile. In effetti il mio mouse ottico illumina oggi quello stesso piano, marcato American Computers su cui sono rotolate le palline di innumerevoli topolini, dal 1986 in poi.
2) Nè avrei mai pensato che un giorno sarebbe bastato Google Hearth. La Carraia è quella linea sinuosa che sale in verticale, nel grab di Google Hearth, nera coi bordi bianchi, tra paese e paese, ora intersecata dalla strada carr(ozz)abile dei tempi di abbondanza, che infatti la vedi, quella nuova, fatta per essere comoda e senza impegni e ti immagini come dovesse essere trascinare e spingere un carretto lungo il vecchio tracciato, con sputi e bestemmie e schizzi di merda equina. Carraia dei tempi impegnati.
3) si chiamava così, a quei tempi, la rivendita di tabacchi,saponi, cartoline e francobolli. Appalto, ovviamente, di generi di monopolio. Appena un po' più su della Carraia. C'erano dentro due vecchie nere nere, una tonda e una lunga e sottile. C'era anche un vecchio titolare, ma se ne stava sempre seduto in cucina, al tavolo, e fumava toscanelli. Le vecchie non dicevano una parola, quando arrivavano al banco per servirti e sembrava l'antro della strega di Hansel e Gretel, non fosse per quel profumo di tabacchi. Era l'unico segno dello Stato, nei mitopoietici anni '60, quel terzetto.

lunedì 6 maggio 2013

Mi compro una stampante 3d e provo a sparire

Notizia deflagrante questa, apparsa sul sito ScienceDaily. Con una stampante 3d non industriale chiunque potrà costruirsi il mantello che rende invisibili. A quanto ho capito il principio sarebbe simile a quello usato dai cacciatori interstellari noti ai fan della pulp-scifi, i famosi Predators: una particolare struttura superficiale che riesce a intrappolare le onde luminose celando l'oggetto alla vista. In pratica, rendendolo invisibile.
E la cosa straordinaria è che un processo del genere sarebbe alla portata di (quasi) tutte le tasche.
Insomma, prima che corriate a leggere l'articolo qui sotto linkato, lasciatemi dire che, davvero, una specie interessante come la nostra meriterebbe di non sparire troppo presto.

Do-It-Yourself Invisibility With 3-D Printing
May 6, 2013 — Seven years ago, Duke University engineers demonstrated the first working invisibility cloak in complex laboratory experiments. Now it appears creating a simple cloak has become a lot simpler.



venerdì 3 maggio 2013

Non è sempre vero che il pesce inizia a puzzare dalla testa

Come diavolo facciamo noi italiani a prendercela con i capi politici castaioli ladri patentati sanguisughe ladroni e anche brutti?
Come facciamo?

Forse che il singolo libero cittadino ha diritto di metterti le mani dentro la borsa perchè, poverino, la crisi, la disoccupazione, la mancanza di merito... le domande sulla grattachecca al test di ammissione all'università... i musulmani che le loro donne... lo Stato lo Stato lo Stato!...???


L'OPERAZIONE «STIVE PULITE È DURATA UN ANNO E HA COINVOLTO 400 UOMINI DELLA POLIZIA

Furti nei bagagli in aeroporto, 30 arresti

In manette anche 19 dipendenti Alitalia. Obbligo di firma per una sessantina di dipendenti di otto aeroporti nazionali

Una vasta operazione di polizia ha sgominato la «banda della valigia»: dipendenti di società aeroportuali dediti al furto di oggetti contenuti nei bagagli dai nastri di trasporto degli aeroporti e addirittura dalle stive degli aerei. L'operazione «Stive Pulite», che ha visto impegnati circa 400 uomini della Polizia di Stato e frutto di un anno di indagini, è culminata con l'arresto dei presunti responsabili. Le misure cautelari sono 86 (29 arresti domiciliari e 57 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria) e riguardano operatori aeroportuali di diversi scali nazionali. Fra questi anche 19 dipendenti dell'Alitalia addetti alle operazioni di handling, mentre ad altri 30 operai è stato notificato l'obbligo di firma. Le indagini, condotte dall'ufficio polizia di frontiera aerea di Lamezia Terme, hanno riguardato oltre 100 episodi di furto, tentato furto e danneggiamento e sono durate oltre un anno.

Evasione e corruzione? Ladrocinio e maledetto DNA, piuttosto


giovedì 2 maggio 2013

E' morto Catalano, il Re

Piano piano i migliori se ne vanno tutti.
E con questa ovvietà secca credo di aver tributato onore affettuoso a un grande che mi ricorda una Lezione Americana che Calvino non ha mai scritto.



qui ci vuole un inno: