giovedì 14 marzo 2013

Ci vuole un po' di lotta di classe

Da vecchio marxista libertario, devo a tutti i costi esprimere la mia solidarietà a quei lavoratori, artigiani, imprenditori, stritolati dalla crisi, dal credit crunch, dal fiume di denaro che l'Europa versa alle banche italiane (le quali, per andar sul sicuro, pagando l'1% sul prestito ricevuto, si guardano bene dal riprestarlo al mondo del lavoro, preferendo comprare titoli di Stato, Bot e CCT), dalle tasse imposte per non andare tutti all'inferno, da sprechi e malaffare, ruberie e peculati.



Per favore, prendiamo coscienza del fatto che la lotta di classe è ancora attuale e viva. E che la classe proletaria, quella degli sfruttati, è composta dall'insieme composto dal capitale produttivo E dalla forza lavoro1). Ed è per questi che noi tutti dobbiamo lottare, appartenendoci o no, come pure Marx faceva.

Dicevano Marx ed Engels che la libertà individuale si raggiunge solo nella comunità. E per ogni imprenditore che si suicida e per ogni operaio che viene ridotto in povertà, noi ci dobbiamo sentire meno liberi.

PS: credo fortemente che questo non sia in conflitto con la scelta di votare Monti. Se viene se ne può parlare.
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1) Questo comporta un problema su come considerare il capitale produttivo delle grandi multinazionali che hanno nell'azionariato fondi di investimento. Questi, da parte loro, investono denaro di altri con obiettivi trimestrali e nessun interesse al territorio, ai lavoratori, agli altri azionisti tradizionali, allo sviluppo stesso dell'azienda sul medio lungo periodoLa qual cosa sostituisce velocemente il capitale produttivo col capitale finanziario.

5 commenti:

  1. Non dire sciocchezze.
    Non te l'hanno detto che dx e sx sono morte?
    Che so tutti morti salvo poi scoprire che i vivi non sanno manco cos'è la BCE?
    Li ho sentiti parlare un paio di volte e m'hanno già annoiato.

    Tornando alle cose serie: la lotta di classe non è mai finita, mai.
    E' che si è evoluta: prima c'erano i lavoratori contro i padroni, ora imprenditori e operai sono sullo stesso piano, entrambi sfiniti da uno stato ridicolo, governato da gente ridicola votata da elettori ridicoli.

    Se penso che questo è il paese del più intelligente e duraturo impero della storia, tanto da inventarsi perfino l'otium, mi cadono le palle.
    E il fatto che io non le abbia ti fa capire lo sforzo di fantasia.

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  2. :D Meraviglioso il tuo sforzo di fantasia orchiblastica. ( A proposito, c'era uno, di là, che si chiamava Orchiblasta, nevvero?)

    Parlando seriamente, il trucco, sempre il solito, che riesce a questi mascalzoni è dividere e comandare.
    E per questo il dipinto classico marxista della piccola borghesia è ANCORA vero. Quello del proletariato NON è più vero.

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  3. C'è ancora.

    Riesce perchè questo branco di italiani glielo permette.

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    1. Marx, già nel Manifesto, pensava e scriveva: "Klassenkämpfen", unendo due plurali ("lotte" e "classi") ...
      Scrive: all'inizio del primo capitolo: "La storia di ogni società esistita fino a questo momento è storia di lotte di classi"...
      Penso che non siamo usciti da questa storia, che lo riconosciamo o meno, siamo in quelle lotte, certo trasformate.

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  4. Ciao Incidenze! Benvenuto in questo covo di vecchi marxisti libertari ;)

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