giovedì 7 marzo 2013

Bruciare la scienza?

Perdinci, se uno proprio non può fare a meno di bruciare qualcosa, bruciamo i giornali piuttosto. Nel senso, del tutto al riparo da ogni ritorsione legale, di dare alle fiamme le moltissime copie rimaste invendute del Foglio (quotidiano).
Dove, a proposito dell'incendio che ha divorato la Città della Scienza napoletana, si legge:  Ho scoperto che nei capannoni dell’ex Italsider [dove sorgeva la Città della scienza, ndgigionaz] si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici (evidentemente anche nei residui ambienti cantautorali). Il darwinismo è una forma di nichilismo e secondo il filosofo Fabrice Hadjadj dire a un ragazzo che discende dai primati significa approfittare della sua natura fiduciosa per gettarlo nella disperazione e indurlo a comportarsi da scimmia. Dovevano bruciarla prima, la Città della Scienza.



Che i rivoluzionari entrati in Parlamento si ricordino di eliminare il contributo pubblico ai giornali, di partito o non.
Per una questione di ascientifica civiltà.

Ah! Questa porcata mi ha tolto spazio per il post che volevo inserire oggi sul blog e che qui riassumo.
Lo scrivano che viene spesso nominato Cicciopotamo, ai tempi, faceva azioni e manifestazioni alle quali poteva capitare che ci incrociassimo, entrambi dalla stessa parte.
Il che vuol dire, al di là di ogni possibile dubbio, che o io o lui stavamo prendendo un granchio colossale.
Io, temo.
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PS: John Carrol ha scritto un libro intitolato "Il crollo della cultura occidentale - per una nuova interpretazione dell'Umanesimo". Che legge l'opera di Darwin come una ragione colpevole di questo crollo.

Ma prima di parlare di questi argomenti, bisognerebbe averlo letto e capito.
Cosa che, a Longone, dubito sia accaduta.

2 commenti:

  1. Che gente di merda.

    E' il commento più civile che m'è venuto, voglio specificarlo.

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  2. Probabilmente, pur di attaccare l'altra campana, si usa qualunque strumento.

    Che gente di merda

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