sabato 12 gennaio 2013

Dopo la melina di Santoro e Berlusconi

ho deciso che d'ora in poi andrò in giro vestito così.

Il chappist che è in me

Ogni volta che mi sarà possibile, e sfruttando i rimasugli dell'era precedente, quella di relativa abbondanza.

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Qui sotto un manifesto recuperato or ora, grazie Google, e che mi rappresenta in questo mia vita di frattale dissonanza:

La societa’ si e’ ammalata di una certa misteriosa malattia dell’animo. Siamo diventati i giocattoli delle multinazionali, banderuole nelle mani del loro progetto di trasformare il mondo in un gargantuelico centro commerciale. La piacevolezza e la civilta’ sono state relegate ad effimere futilita’ dei bei tempi andati -quell’epoca in cui gli uomini porgevano il cappello alle signore e si poteva fare affidamento sui pargoli perche’ ti guardassero il Jack Russel mentre tu eri alle prese con un cordiale presso la locanda del posto.
Invece viviamo in un mondo dove i bambini sono creature incappucciate che incombono nelle tenebre, la locanda del posto e’ stata soppiantata da grosse catene specializzate in bibitoni ghiacciati, il cui principale scopo e’ quello di gravare sul sistema nervoso. Inutile dirlo, il Jack Russel non sara’ li’ ad aspettarvi al vostro ritorno.
The Chap  propone di prendere posizione contro questa cultura della volgarita’. Dobbiamo mostrare ai nostri bambini che le cose per cui vale la pena combattere non sono l’ultimo paio di scarpacce da ginnastica di plastica ma un luccicante paio di mocassini. Dobbiamo dissuaderli dall’ingurgitare i loro Bacardi Breezer -e similari- e insegnargli come miscelare Martini. Facciamo sì che i giovani non si vergognino dei loro ventri flaccidi, che provano a nascondere nelle loro tute di acetato, piuttosto mostriamo loro come un vestito ben confezionato puo’ camuffare la piu’ disastrata delle corporature. Inoltre non lasciamoci scappare l’opportunita’ di approfittare di quella propensione giovanile per il gergo bizzarro e induciamo in loro il desiderio di rimpiazzare la loro striminzita parlata borgatara con fioriti motti di spirito ed eleganti arguzie.
E’ tempo per i Chaps, e per le loro controparti femminili di ogni estrazione, di alzare la testa e farsi sentire. Ma non temiate voi languidi e voi semplici sfaccendati, la nostra e’ una rivoluzione che non poggia sulla levataccia mattutina e tantomeno sul logorio delle forze. Piuttosto una rivoluzione che puo’ semplicemente aver luogo con una alzata di ciglia dietro il monocolo, ordinando un Barolo, indossando un irresistibile cardigan in occasione della visita al proprio bookmaker. In poche parole una rivoluzione di un guizzante Bon Ton.
Impressioneremo le masse con pieghe dei calzoni capaci di tagliar la carta, copricapi tanto angolati da ridurre il “viavai” delle macchine al silenzio; e ricusando queste sostanze insipide e annacquate che ci vengono propinate da anonime multinazionali, ridurremo lo Status Quo in ginocchio, implorante per per un dritta sartoriale o un sorso dalla nostra fiaschetta.
trovato qui: paperblog ma originato qui: davvero davvero e modificato o integrato dal sottoscritto per chappista amor di lingua.
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