sabato 1 dicembre 2012

Voglio la scuola privata

Lavoro nella scuola pubblica.
Il mio lavoro è, nell'immaginario democratico moderno, un lavoro per modo di dire. Sono un privilegiato. scaldasedie. Prendo troppo. Lavoro poco. Laddove presenti modelli alternativi a quelli che fanno comodo all'utenza sono anche un rompiballe. Lavoro poco a confronto di bancari, commercialisti, architetti, medici e infermieri, operai, addetti alle pulizie, contadini e rivenditori al dettaglio, trasportatori e ferrovieri. Lavoro anche meno di Belen e della Arcuri. 
Non lavoro e prendo uno stipendio immeritato. 

Non importa se all'estero la cosa è diversa.
Un lettore, nella caciara accesa sul Corriere di oggi, dice:

Lavoro in una scuola vera,,,
01.12|14:19 PeterAngel
...dunque all'estero. Di ore ne faccio 38 per settimana, ma le lezioni frontali non arrivano a 18 ore. Ho la mia scrivania e il mio computer. Dunque posso lavorare a scuola, e quando torno a casa stacco completamente la spina. I periodi di sospensione dell'attività didattica sono il doppio che in Italia. Lo stipendio poco meno del quadruplo. In definitiva: si lavora di più e meglio, ma si fatica molto meno. Quando insegnavo in Italia, i professori erano tenuti a marcire in uno stanzone senza neppure sedie a sufficienza, e in classe c'erano anche più di 25 alunni. Ma soprattutto non c'era un fine dichiarato che giustificasse tutto ciò: nessuno ti spiegava quale vantaggio ci fosse nel tenere così tanti allievi in classe per così tanto tempo, e i docenti erano costretti a portarsi la penna da casa perché a scuola non c'era neanche quella!

Tutto grazie alla scuola di massa, che garantisce crescita collettiva ma anche luogo comune.

E dunque. Dato che il tartufo è buono perchè ce n'è poco e costa uno sfracello, e se lo possono permettere solo i ricchi signori (perchè l'aroma al tartufo, con cui ci si illude di vivere nel migliore dei mondi possibile, è chimico e niente ha a che vedere col tubero) propongo entusiasticamente l'affossamento della scuola pubblica. Si arrivi al privato. Che le nostre gentili famiglie di cui si sostanzia la democrazia trionfante paghino 13'000€ per togliersi i pargoli di casa.



E vedrete se il lavoro di insegnante non tornerà d'un botto ad essere lavoro vero e degno del massimo rispetto.

testi di LAV/gigionaz, img qui

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