mercoledì 19 dicembre 2012

Giudici, politici e derivati


Faccio fatica a commentare questa notizia, una notizia che potrebbe avere importanza epocale, raccontando della prima volta in cui un giudice decide che le banche hanno truffato una serie di amministrazioni pubbliche, convincendo gli amministratori farlocchi a investire il bilancio da loro gestito in strumenti finanziari avanzati e complessi.
Leggiamo:


I CONTRATTI CON LE GIUNTE DI CENTRODESTRA GUIDATE DA MORATTI E ALBERTINI

Derivati, le quattro banche estere
condannate per truffa al Comune di Milano

Confiscati 87 milioni di euro, multa di un milione a ciascun istituto, condanne tra 6 e 8 mesi per nove funzionari

(Ansa)MILANO - Sentenza storica del Tribunale di Milano. Quattro banche estere - Deutsche Bank, Depfa Bank, Ubs e Jp Morgan - sono state condannate dal giudice di Milano Oscar Magi per truffa aggravata per oltre 100 milioni di euro ai danni del Comune di Milano, in relazione a operazioni su contratti derivati fatte con le giunte di centrodestra guidate da Moratti e Albertini. La confisca ammonta complessivamente a 87 milioni di euro; per ogni banca c'è anche una sanzione da un milione di euro.
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Volete che vi racconti dell'ultima volta che ho frequentato la sede del mio partito? E del perché ho deciso che quella sarebbe stata certo l'ultima volta che mi vedevano in sezione? Se mi ascoltate scoprirete anche cosa penso di giudici, politici e derivati.


Quella sera un mio raro intervento parlava della ricchezza basata sulla finanza che stava diventando la vera nemica di quella ricchezza che ancora si ostinava a contare sul lavoro e sul consumo. Una pizza, lo ammetto, ma ebbe il merito di affrontare il problema dell'indebitamento, che stava per la prima volta per apparire catastrofico, che le amministrazioni locali italiane avevano messo in piedi impegnandosi in investimenti di cui non sapevano nulla, non conoscendone i rischi e le conseguenze.

C'erano due amministratori di quello che era il mio partito, un consigliere ed il Presidente della Provincia.
Che risposero alle mie obiezioni, grossomodo con queste parole:
_Sappiamo il rischio. Ma di fronte ai nostri elettori dobbiamo pure rispettare gli impegni e le promesse. E poi, (testuali parole) il problema sarà di quelli che arriveranno dopo.

E' per questo, se mi sono spiegato, che contesto senza dubbi la sentenza del giudice milanese. Questi cialtroni, giocando con i soldi degli altri, hanno ottenuto ora dal giudice l'autorizzazione di occuparsi di cose di cui non sanno nulla e godersi il trend che essi stessi hanno messo in piedi.

Un trend di apparente bengodi al termine del quale CI DEVE essere la fine del mondo. E non un giudice che si arroga il diritto di salvare capra e cavoli, che 'tanto, se la vedranno quelli che verranno poi'.

Mi dispiace di questo post così mainstream nella sua incazzatura con la politica, ma questa volta sto con le banche d'affari che, da parte loro, essendo una manica di ladri, fanno solo un riconosciuto e stimabile lavoro.



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