mercoledì 18 luglio 2012

Etimologica: cia... (e derivati)


Ciarlataneria, come ciarlatano, ciacola, ciabatta, cianfrusaglia, ciaguattare, ciangottare ma anche, io credo, ciospo, ciofeca ed altro, nei sacri testi è indicata come voce onomatopeica. 1)
Tutti gli studenti di liceo sanno che l'onomatopea (Pascoli docet) è un lemma agrammaticale, un segno talvolta quasi pregrammaticale, che indica e imita un suono della natura.
I poeti simbolisti volevano con essa rappresentare il confine traslucente tra apparenza e realtà. Quello spazio indefinito che poteva essere indagato solo in uno stato di alterazione, attraverso la quale alterazione lo spirito eletto poteva raggiungere un livello di conoscenza superiore, vicino alla verità ultima che si supponeva esistesse.

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Che l'alterazione fosse dovuta all'assunzione di sostanze psicotrope o ad una dose incontrollata di dolore e di autocommiserazione, questo dipendeva da circostanze individuali e dalla variabile voglia di vita che li dominava, artisti e poeti, ancora perduti dietro all'illusione di una verità nascosta.
E nel fringuello cieco di Pascoli si poteva ben cantare 'vide, vide, videvitt!'

Oggi si usa prevalentemente nei fumetti: sok! Tum! Crash! Boing! Sigh! Splash! E inevitabilmente 2) diventa una semplificazione del mondo, dove il senso di un'azione è ridotto al suo valore sonoro.
Suono dunque sono...

Ma sempre, nell'un caso come nell'altro, è il mondo dell'uomo adulto che viene rifiutato, per un rifugio o una fuga nello spazio della velleità, dove il logos è solo un tenue fantasma lontano.

Ecco allora che il ciarlatano, 'colui che parla e parla, senza che nulla di ciò che dice appartenga al mondo della realtà fattuale', può ben dirsi incarnazione dell'onomatopea - non mimesi, sia inteso, ma 'verso'; non dipinto realistico ma sbertucciamento del vero.

Ci sono ciarlatani potenti 3) che creano un mondo intero attorno alla loro ciarlataneria, e possono essere insieme inizio e conclusione, gloria e disfatta del loro stesso mondo.
Ci sono anche altri che ciacolano in ciabatte, magari con il rialzo, e trascinano con loro, nella loro realtà onomatopeica, un popolo intero, un popolo bambino  che rimbalza il raglio sonoro, così vicino alla realtà desiderata perchè consolatorio.

Lo si noti: il cinguettante moderno pronuncia onomatopee solo dopo aver consultato studi di settore, sondaggi della casa più illustre.
Ed è proprio questo, si faccia caso, il punto che maggiormente differenzia gli eroici cialtroni d'antan da questi moderni, timidi e pavidi e davvero bambini.
Quelli, a differenza di questi, 'vivevano' le loro cianfrusaglie, ed in qualche modo ne erano spirito, le facevano carne della loro carne ed ossa delle loro ossa.

Comunque, e a margine, NON è assolutamente vero che il governo di centro destra ultimo scorso ha messo in guardia gli italici dalla crisi prossima ventura, e non è vero, ma proprio per nulla,  che 'Monti ha proseguito sulla strada di risanamento del governo precedente'4).
Non è assolutamente vero, ma proprio no: solo ciarlate, ciance, ciacole ciangottate.
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1) L'onomatopea è la negazione stessa degli studi etimologici, essendo il rapporto etimologico il mutamento o la persistenza di un significato che nell'onomatopea non esiste affatto.
2) sia detto senza alcun pregiudizio, da appassionato lettore di Tex
3) quelli che tornano almeno due o tre volte, per finire magari appesi a testa in giù o sepolti in un bunker.
4) anche i muri sanno ormai che durante il governo ultimo scorso la spesa pubblica è aumentata, gli sprechi hanno fatto da padroni, la pressione fiscale è cresciuta. E mentre la crisi preparava le sue unghie e iniziava a graffiare, i numerosissimi parlamentari italiani discutevano accanitamente di legittimo impedimento.

2 commenti:

  1. Bah, CIArlare, CIArlano eh, ma li definirei tutt'altro che bambini. Anzi! Li considererei dei vecchi (togliendo a tale termine l'attributo di "saggio" (sapiens)). In fondo i bambini, pur persi nella sur-realtà di un mondo tutto loro, hanno la grande capacità di creare cose nuove a differenza dell' "adulto CIArlatano" che le distrugge. I primi guardano, ascoltano e creano, l'altro è invece in grado solo CIA..CIA..CIAcolare (ops, problemi di balbuzia, pardon!). Da piccoli tutto ciò che ci circonda appare celato da un velo elusivo ed enigmatico che fa apparire tutto particolarmente ammaliante e sbalorditivo. Col tempo però il velo si scopre ed appare la vera realtà, un mondo dove non c'è spazio per sognare ad occhi aperti, dove gli alberi, i fiori, il cielo stellato ecc.. non hanno che un valore relativo sostituito dal denaro, un' incontrollabile voglia di avere sempre di più. La purezza, l'innocenza, il saper guardare ed ascoltare in silenzio vengono sostituite dall'avidità, l'avarizia e una sfrenata voglia di blaterare. Un mondo, questo, che nel suo strano modo di progredire va sempre più giù:
    "Clof, clop, cloch,
    cloffete,
    cloppete,
    clocchete,
    chchch...".
    Un mondo questo dove ormai "il fanciullo" pascoliano è solo un mito lontano che riecheggia soltanto tra lo svolazzare di qualche pagina e niente più.
    Un mondo in cui ci sono sempre più "CIArlatani potenti" e sempre meno, come li definisce lei, "CIAltroni d'antan. Non credo che per i primi si possa parlare di onomatopee. Sì, farfugliano dei suoni, ma credo sia impossibile, nella loro incomprensibilità, assimilarli a locuzioni precise.
    Sinceramente preferisco il bimbetto che si perde nei ricordi, nel dolce cullare di un "don..don.." lontano, nell'osservare ciò che circonda, nella sua fittizia realtà fatta di echi lontani, all' adulto che cammina indifferente e incurante di ciò che lo circonda sventolando "foglietti di carta", o disperandosi di ciò che non ha anzi che riflettere su quello che invece possiede, ed emette CIAngotii insopportabili nella loro indecifrabilità. Chi tra i due è più "cieco"?
    (Certo è che ultimamente il personaggio più CIArliero è quello che riesce ad imporsi maggiormente, anche "con le CIAbatte col rialzo". Quando forse si imparerà a seguire i fatti anzi che le tante chiacchiere a vuoto forse...)
    Beh, credo di aver divagato un tantino, al mio solito. Ma del resto lei mi offre degli argomenti che me ne danno la possibilità e quindi... :D

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  2. Gli adulti che fanno i bambini hanno dato ragione all'esistenza del termine, e di tutta la costellazione del CIA- maggiore.
    I tuoi interventi sono sempre preziosi. :)

    PS: proprio ieri sono andato a visitare la casa di Pascoli, a Castelvecchio. Vicina a come me la immaginavo... Ma la siepe non era una siepe, sì un muro di pietra, alto da fuori e basso da dentro - essendo l'orto-giardino-vigneto in rialzo rispetto al terreno circostante. Dalla porta d'ingresso si vede all'orizzonte l'arco della Pania Forata (che io sappia, l'unico monte italiano col buco dentro).

    Al confronto i miei campi sono spatarrati di fronte al Pisanino, monte senza un foro che sia uno.

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