venerdì 29 giugno 2012

Elogio II,1

Elogio del lardo




Il lardo è odiato dalle beneducate signorine, e già qui potremmo mettere il punto.
Ma se lo si cura con un coltello affilato, si scopre quanto la cedevolezza sia sorella della consistenza. 
Il lardo si taglia a fettine sottilissime, trasparenti, e mai che si sfilacci o si scomponga. Quando gli passo il coltello non sento alcuna resistenza o variazione.  Nella sua pertinacia arrendevole, il lardo è maestro. 



Un elogio al lardo, alla sugna, a insaccati e pancette, che hanno senza dubbio salvato l'Europa cristiana nell'alto medioevo, e un grazie al lardo casereccio per i suoi suggerimenti.


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Fuori elogio:
L'altro giorno sono stato a trovare Adelmo. Tra una cosa e l'altra, mi porta in cucina. Sul tavolo c'era un pezzo di lardo un metro per un metro.
_ Adesso ne taglio dei pezzi per darli ai cani.
_ Ma l'hai fatto te?
(il lardo di queste parti te lo vendono a peso d'oro ed è tagliato con la macchina, preso fettina per fettina con una pinzetta da chirurgo e adagiato con religiosa reverenza sulla bilancia. Che poi salta fuori sempre una cifra spropositata)
_ Sì. Ce l'avevo giù in cantina, che me ne ero dimenticato. Questo è il pezzo condito. L'altro, mi sono scordato di trattarlo e infatti è tutto ammuffito.
_ Me ne dai un pezzo?
_ Ma certo! A me piace, è dolce, esagerato. Ma alla mia età, dice il medico di mangiarne poco... Il colesterolo.


Alla fine me ne taglia un pezzo da 30 centimetri. Un pezzettino! Ogni sera me ne mangio un frammento e al diavolo il colesterolo.


Quando torno su da Adelmo gli ho già promesso una rete di laudabilissime acciughe, o di sgombri.


testi di LAV/gigonaz, foto qui e qui


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