lunedì 28 maggio 2012

L'iperattività che deprime

   E' il titolo, questo, di un trafiletto pubblicato sul numero di maggio de Le Scienze, pag. 32 e che, per il momento, non si trova in rete (segno, questo, che fuori dalla rete una vita esiste!).
   Ricercatori dell'università della California di Los Angeles stanno facendo test su un numero di depressi gravi e sembrano sul punto di scoprire un nesso tra stato depressivo ed una particolare anomalia di sincronizzazione del cervello umano.
   Hanno scoperto che: "nei depressi gravi c'è un'eccessiva sincronizzazione fra varie aree del cervello, in particolare della corteccia prefrontale, che fra l'altro regola umore e ragionamento, con altre aree cerebrali". 
Per funzionare bene il cervello deve imparare a sincronizzare e desincronizzare più aree cerebrali. E questa seconda funzione (come spegnere un interruttore, dico io) sembrerebbe compromessa: l'incapacità di impedire a diverse aree cerebrali di funzionare insieme potrebbe spiegare l'origine della, o la tendenza alla, depressione. In parole povere il futuro possibile depresso pensa non di più ma più velocemente e in parallelo, cioè pensa tante cose contemporaneamente.

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L'ho sempre pensato che quella cappa di fumo che ogni tanto mi fa visita, quello spleen che mi cola, di tanto in tanto, sulle spalle, scivolando da un cielo azzurro, vuoto di infanzia e di ricordi, doveva avere un'origine divina.
Me lo dicevano spesso, ai miei tempi: smettila un po' di farti delle se**e mentali! Non sapevano, gli amici, che era tutta e solo una questione di orologi chimici.

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   Il presente post vale anche per suggerire ai depressi inconsapevoli (ce ne sono ancora) che
1) la colpa non è loro, checchè se ne dica
2) la depressione è un tocco di Dio e il depresso è vicino a scoprire il baratro nascosto dietro a questa tenda da circo che è la nostra esistenza
3) bisogna pur diventare atei e avere il coraggio di risincronizzare l'orologio cerebrale, guadagnando una sana vita da uomini senza Dio.

Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
Alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
Tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto
.

Eugenio s'era fermato al punto 2, il tipo!

5 commenti:

  1. Trovo bello pensare che in realtà tutto nasca perchè è come se si fossero "scordate accese" troppe lampadine nel cervello...affascinante

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  2. Già. E' da dire, peraltro, che sono studi in progress.
    (Io confido che siano corretti)

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  3. Purtroppo lo so e me lo hanno diagnosticato.
    Se avete problemi a concentrarvi al limite di non riuscire più a riordinare la vostra stanza, ad appuntare su un foglio le cose da fare e non farne nemmeno una o poche con molta difficoltà allora andate qui e prenotate una visita:
    http://www.stress-cocchi.net/Droping1-it.htm

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  4. Quella cappa di fumo, come la chiama lei, è davvero insopportabile. Non si fa in tempo a pensare ad una cosa che è già sostituita da un'altra e così via e il risultato è una confusione incommensurabile, davvero troppo per una persona sola. "Depressione" però è una parola forse esagerata, almeno in taluni casi. Spesso si incappa nell'errore di confondere depressione e malinconia. Certo, quest'ultima alla lunga può mutare nella prima, ma sono due cose decisamente diverse (lo dico in quanto studente che si sta occupando di queste cose, non di certo da esperto!). La malinconia è più la disponibilità ad usare lo sguardo dell'ombra. Essa si manifesta in giornate di pioggia o ancor più frequentemente la notte. E' già, niente di più piacevole, per i malinconici, che tuffarsi nella sterminatezza di un cielo notturno e liberare ogni pensiero, ogni ricordo e, perché no, anche qualche lacrimuccia che si trattiene timidamente quando si è in gruppo. Spesso il malinconico (questo lo dico io probabilmente errando) cerca paradossalmente di celare tutto dietro un sorriso (meglio essere considerati stranamente allegri che monotonamente tristi, pensa il furbone!) con la speranza che colui che ha di fronte riesca a scrutare dentro i suoi occhi i suoi pensieri e trovi le parole giuste per tirarlo su. Nient'altro, solo parole..purché sincere e adatte al tipo di persona che si incontra davanti.
    Il depresso invece è una persona particolarmente fragile e insicura persa perennemente in un profondo oblio di paure e incertezze e spesso tenta la via di fuga con azioni sconsiderate culminanti nel suicidio.
    "Il pensiero del suicidio è un energico mezzo di conforto: con esso si arriva a capo di molte cattive notti". -F.Nietzsche-
    Già, niente di più facile per mettere fine ai propri affanni: gli amori, gli esami scolastici, i litigi con i genitori o gli "amici" e adesso anche la new entry (?) delle tasse (e qui ci sarebbe tutto un altro discorso da fare, ma lo risparmio..).
    Posso capire chi pensa "se sparissi dalla vita di tutti qualcuno sentirebbe la mia mancanza?", ma perché togliersi la vita? Piuttosto allora una fuga codarda (..ma anche questo è un altro discorso, seppur collegato).
    Comunque sia che si tratti di malinconia o depressione ciò che serve è solo un po' di misurata comprensione (dico io) e non di PIETA'(!!!), di persone che hanno voglia di perdere del tempo per ascoltare cosa si cela dietro il loro silenzio, persone vere e non approfittatori. Ma gente così è raro trovarne e la maggior parte tende a fraintendere e allora la soluzione migliore è fare come ci dice il buon vecchio Montale, cioè andarsene zitti col proprio silenzio tra gli uomini che non si voltano.
    Ah! Sinceramente (opinione da giovine ignorante) non mischierei questo discorso con l'ultraterreno. Mi sembra una cosa un tantino azzardata. Dio ci ha donato il cervello e la facoltà di pensare, sta a noi decidere che usi farne. Certo alcuni pensieri ci entrano dentro con forza, ma direi proprio che non ne ha colpa. Non credo che essere atei o meno cambi qualcosa e attribuire le colpe dei nostri turbamenti a Dio sembra più un capro espiatorio che altro.
    Mi fermerei (ripeto, lo dico da ignorante giovincello) sul fatto che "per funzionare bene il cervello deve imparare a sincronizzare e desincronizzare più aree cerebrali".
    Ehm...credo di avere (al mio solito) esagerato, sapevo io che non dovevo commentare, vabbè...

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  5. Facciamo così... il web essendo potenzialmente lo spazio della libertà e dell'atomizzazione (pensa te che importanza potrà mai avere nell'economia dell'universo, questo spazio angusto) sul web si possono dire tutte le cose che si vuole. Soprattutto se le cose sono palesemente 'opinioni'.

    Malinconia e depressione... Secondo me tutto il discorso che fai deriva dal germe che ci hanno lasciato i nostri vecchi nonni romantici (dico di quelli di Jena e Heidelberg, col loro pestilenziale Sturm und Drang.

    Speriamo di trovare presto un antibiotico adatto, e scoprire che l'unico senso del mondo è la strada dello 'star bene'.

    Un salutone ed un ringraziamento. ;)

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