domenica 5 febbraio 2012

Il racconto del mese - 5.2.2012

   Salimbene, 2


   Salimbene è utile! Non è solo uno scherzo di natura. 
   O meglio, è uno scherzo di natura utile. 
Salimbene, come abbiamo già avuto modo di vedere, è un tipo estremamente altruista. Non solo con le sue ventitré-ventiquattro fanciulle. Anche con i suoi amici. 
E, perdìo, quando si rende utile, si rende utile davvero. In modo eroico, persino. 
Lasciate quindi che vi racconti di quando ci trovammo, io, Salimbene, Fernanda, Pamela e Brunella, davanti alla porta dell'ascensore, pronti a partire per una città vicina. 
Era un impegno improrogabile, di cui, come di tutti gli improrogabili impegni, ora non ricordo nulla. 
Fernanda, Pamela e Brunella sono fanciulle fascinose assai. La prima ha il vizio delle cingomme, e denti bianchi di perla. La seconda somiglia vagamente ad una pantera in libertà. Sinuosetta e scattante. La terza è un inno al volo dal sesto piano, solo perché non è la tua amica. 
Insomma, a farla breve, eravamo lì a chiacchierare del più e del meno, mentre l'ascensore scendeva al piano numero tre, dov'era l'appartamento di Salimbene e dei suoi quarti temporanei (le tre fanciulle). 
Salimbè giocherellava con il mazzo di chiavi, mentre parlava e scherzava. Era un bell'ambientino, rilassato e stuzzicante (le donne di Salimbene sono squisite anche nel conversare). 
Io, poi, da qualche parte ficcato nel preconscio, covavo anche il pensierino che forse Pamela, la più misteriosa e un po' triste, mi avrebbe degnato di un'attenzione particolare, se Salimbene avesse intercesso per me. 
   Dunque, siamo lì, davanti alla porta, e l'ascensore scendeva. 
  A Salimbene scivola il mazzo di mano. Lo guardiamo cadere e poi rimbalzare e poi finire dritto sotto la porta dell'ascensore suddetto. 
Ora, dovete sapere che lo stabile in cui abita Salimbene è vecchiotto. Lui dice che è d'epoca, ma, insomma, il risultato è che gli ascensori sono di quelli con la rete intorno, e la porta ha quattro dita di luce, al di sotto. Proprio da queste quattro dita non ti passa il mazzo di chiavi? 
Pamela si getta felina, ma non fa proprio in tempo. 
_ Vabbè, _ faccio io, _ ora chiami l'amministratore e così, quando torni, ti trovi le chiavi pronte. 
_ Ci sono anche le chiavi dell'auto, _ fa Pamela. 
_ Cazzarola, _ dico io. 
Già, bisogna pensare a qualcosa. 
Le chiavi erano rimaste in bilico su una cornice in muratura, un buon settanta centimetri più sotto. 
_ Facciamo così, _ dice Brunella, mentre l'ascensore si fermava al piano, _ io vado di sopra, chiamo la cabina e Pam vede di prendere il mazzo. 
Così facciamo. Dopo qualche secondo la cabina parte verso l'alto, sferragliando. Intanto Pamela si sdraia a terra e, con le sue braccia lunghe lunghe, stirandosi quanto più può, cerca di raggiungere il mazzo. 
Io, ve lo dico in tutta sincerità, avevo una gran voglia di dare la testa nel muro, a vedere la sua Pameluccia, in tutina aderente, a sudare per un mazzo di chiavi! Spettacolo michelangiolesco. 
_ Niente da fare, non ci arrivo. 
Ora, se Pam dice che no, è no. 
Allora, ci riuniamo a consiglio. Dopo qualche minuto, visto che non era saltato fuori niente, io inizio a guardarmi intorno fischiettando, poi prendo Salimbene sotto braccio e lo porto un poco distante. 
_ Senti, Salimbene, _ gli dico, _ se tu potessi... Ehm! Se tu potessi, dico, con i tuoi mezzi, ehm! Uncinare il mazzo, dico, nel grosso anello che tiene le chiavi... Insomma... 
_ Non se ne parla nemmeno! 
_ Allora perdiamo questo improrogabile impegno... 
_ Ah, questo no! 
_ Insomma, Salimbenuccio, deciditi. Lo vedi che non c'è altro mezzo. 
Salimbene tentenna, dice che no, non può farlo, che lui è una persona seria, che siamo all'aperto ecc. 
Io lo guardo alzando le spalle: _ Fai come vuoi, però facciamo presto. 
Il mio amico si guarda intorno, poi su dalla tromba delle scale. Non c'è nessuno. 
_ Impossibile, _ dice. 
_ Primo: non ci arrivo. Secondo: dovrei essere... Mmmm! Sì, insomma, dovrei essere al massimo. Terzo: non è mica la coda di una scimmia... 
_ Primo: ci arrivi. Secondo: ci pensano Pam, Brunella e Fernanda. Terzo: beh, tra gli amici si dice che tu abbia... il coso... Uh!... Prensile!? 
_ Ma chi ve lo ha detto, brutte carogn... 
_ Hai visto!? _ Dico io, quasi trionfante. _ Lo sapevo che non era per le dimensioni che hai tutte queste belle figliole sempre dietro! C'è veramente qualcosa di grandioso che non appare, in te! 
Sfottevo, naturalmente, ma il buon vecchio Salimbene è un tipo che non si offende mai. 
_ Va bene, però questa me la paghi! 
_ E come no! 
Spieghiamo tutto alle ragazze, anzi, spiego io, perché Salimbene è così nero, ma così nero, che non mi guarda in faccia. 
Pamela si fa una risata. Brunella continua a dire che no, è troppo ridicolo. Fernanda tira fuori una cingomma e mastica furiosamente. 
Poi Pamela decide di entrare in azione. Si avvicina a Salimbene, e gli scaruffa i capelli. Fernanda gli soffia nell'orecchio destro, Brunella gli fa delicatamente il solletico sulle costole. 
_ No! Tanto non ci riuscirete mai..._ Si provò a dire Salimbene. 
Ora, se voi avete assistito mai all'eruzione del Kilawea, nelle Hawai, se avete idea di cosa abbia combinato il Mt. St. Helen, lassù nella Columbia Britannica, quando esplose mandando in fumo qualche centinaio di ettari di foresta di abeti, se riuscite ad immaginare il botto immane che dovette fare il Vesuvio, al tempo di Pompei ed Ercolano, allora avete solo un pallido riflesso di quel che accadde ai bottoni dei calzoni, alla cintura, alla camicia e alla giacca del povero mio amico, Salimbene. 
Ci fu un bòt, uno scratch, uno stàc! Un bottone mi raggiunse diritto in un occhio. Ma lo riaprii subito: lo spettacolo era grandioso ed inquietante insieme. 
Per poco non caddi in ginocchio, in adorazione pagana, di fronte all'incarnazione del fallo di Odino, di Locki e di Thor, tutti insieme, ed in sovrappiù. 
   Ma bando alle ciance! L'emozione fu troppo forte, per poco non persi i sensi, ed ora non ricordo altro del terribile rischio che Salimbene corse: Pam lanciò un urlo... 
Qualcuno, mentre Salimbene trafficava col suo pezzo da 120, aveva chiamato la cabina, da basso. La cabina scendeva, Salimbene aveva... afferrato le chiavi e le teneva strette, senza volerle mollare. Pamela strillava. Brunella tirava. Fernanda masticava furiosamente. Io me ne stavo appoggiato al muro, inebetito. 
Ci fu, poi, chi, a raccontarlo, parlò della scena finale di Profondo Rosso, solo un po' più tragica. Io non so bene come andò, solo che tra tirare, masticare e strillare, riuscirono a recuperare tutto il prezioso pendente in tempo, appena, per salvarlo da una fine ignominiosa assai. 
Si passò veramente una grande serata.

Testo, ahimè, di LAV/gigionaz. Immagine qui

2 commenti:

  1. Evviva evviva per il ritorno di Salimbene! Secondo me merita tutta un'epopea a lui dedicata :-)

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