lunedì 13 febbraio 2012

Banca popolare?


   Eh già. Una banca popolare. L'espressione non ha alcuna possibilità di significare "banca del popolo" - che non ne ho mai conosciute di banche a proprietà comune - in Italia o fuori.
Il senso sta necessariamente per "banca che fa gli interessi della propria clientela popolare".

Sia pure senza alcuna sfumatura ideologica; popolo cioè avendo un'accezione generale di 'insieme di chi usa i servizi' della banca stessa.
Chi è il tuo popolo, oh banca?
Il mio popolo è l'insieme dei miei correntisti, oh bella! _ risponde la banca.
   Pare che la Banca Popolare di Milano abbia proposto ai correntisti un investimento in obbligazioni corporate, cioè della banca stessa. Obbligazioni convertibili, a nome Convertendo

   Un'obbligazione è un impiego garantito a scadenza (se lo lasci in banca fino al termine del contratto ti prendi il capitale investito più gli interessi concordati all'atto del contratto. 
  Te compri firmando un 5% a scadenza? E a scadenza ti prendi quanto hai investito più il 5% di interessi. Comodo, tranquillo, garantista... un accordo tra gentiluomini).
   Un'obbligazione convertibile è un impiego che, a discrezione dell'investitore, può essere scambiato con eguale valore maturato in azioni.
   Passare da un impiego in obbligazioni ad uno in azioni è un cambio di orizzonte temporale e di livello di rischio, essendo le azioni, come tutti sanno, prive della copertura del rischio. Le azioni sono rischiose perchè 'non si sa mai come va la borsa'.
   Ricapitolando: io devo tenere il denaro per 5 anni. Investito ma protetto. E magari con un qualche guadagno. Mi compro delle obbligazioni della mia banca, della quale sono correntista da decenni e della quale mi fido. Compro anche l'opzione della convertibilità. Così che, al termine dei 5 anni, posso chiedere che il mio capitale possa essere pagato in azioni invece che in denaro. Magari perchè non mi voglio perdere l'occasione di rischiare di più e guadagnare (possibilmente) di più 1).
E' una mia decisione e, se ci perdo, la colpa è solo mia. 

  Di cosa stiamo parlando, dunque?

  Beh... sembra che la banca qui sopra abbia convertito di testa sua, e senza che la cosa fosse chiara ai risparmiatori, le obbligazioni in azioni (della stessa banca, ovvio). Così che 15000 risparmiatori con profilo di rischio molto prudente - cioè gente che non voleva rischiare e che era solita investire in BOT, CCT e in genere roba tranquilla - si sono trovati in portafoglio azioni diventate nel frattempo molto rischiose, in un periodo in cui i titoli bancari italiani sono andati, come si dice, sulle montagne russe, perdendo la maggior parte del loro valore.
   A farla breve: gli affezionati correntisti della Banca Popolare di Milano si sono trovati, senza saperlo, con fino al 90% di perdite sul capitale investito. 100 euro + 5%=10 euro. Senza saperlo, senza che nessuno abbia loro chiesto l'approvazione... ma nemmeno il parere.

   Verrebbe da dire che aveva ragione Brecht, ma non si può: non sarebbe moderno ma nemmeno del tutto vero. 
   Convertendo, in linguaggio finanziario, sta per "opzione per chi vanta diritti nei confronti di terzi, che consente di trasformare le quote di debito in un'equivalente di azioni, ovvero in quote di proprietà del soggetto debitore". Cioè, se capisco bene, una possibilità di decidere se voglio soldi o azioni. Io ho prestato soldi alla banca (obbligazioni) e la banca mi è debitrice. Io, se voglio, estinguo il credito facendomi dare azioni invece che denaro.

   Ma Convertendo, per chi sa il latino, ha una traduzione chiara e lampante. Convertendo sta per 'impiego che deve essere convertito'. Non Convertibilis, cioè 'che può essere convertito' -  infatti. 
Ma Convertendo, cioè che deve davvero essere convertito, anche se non vuoi.

Ci vuole così poco ad essere chiari.

_______________________________________
1) Generalmente in un'azione del genere si perde solo in occasione di ribassi contemporanei del mercato obbligazionario e di quello azionario - cosa che avviene solo raramente.

Testo di LAV/gigionaz, immagine di MilanoFinanza 

Nessun commento:

Posta un commento