giovedì 23 febbraio 2012

Ancora Anonymous

La Binetti risponde sul suo sito scegliendo una strada politically correct - all'italiana. 
Non toglie il manifesto di Anonymous e gli affianca la sua risposta, intitolata Le mie domande ad Anonymous.

Qui potete vedere l'effetto finale: 
http://www.paolabinetti.it/.
Affrettatevi, perchè immagino sarà una soluzione di molto temporanea.

Una bruttissima esperienza, invece, sta trascorrendo il sito di Paniz. Ricordate? Quello che "ha fatto bene a telefonare in questura per tutelare la nipote di un capo di Stato arabo"?


A me, questo hackeraggio fa morire di infanzia e di ricordi. Qualcuno dei miei lettori ricorderà sicuramente le intros che gli hacker del secolo scorso mettevano sui dischetti craccati, nel mondo C64 prima e Amiga poi. Prima di Internet. Quando la rete non era fatta di fili, servers e clients ma di movimenti di oggetti reali tra persone reali. Quando gli hacker-crackers non mostravano alcuna velleità di resistenti e si accontentavano di mostrare la loro bravura. Quando il contenuto di un disco, di un programma, di una memoria di computer, si poteva leggere byte per byte, capirla, interpretarla, modificarla ed esserne padroni.
Beh, dicevo, qui sotto una compilation con intros dei tempi andati...



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