lunedì 26 dicembre 2011

Etimologica 4: Testicolo




In occasione delle festività natalizie, giusto per rimanere leggeri, una vexata quaestio fulminante: l'etimologia di testicolo.



Il termine deriva certamente da testis, il nome che aveva in latino la ghiandola.

E l'origine, come univocamente, e stranamente, suggerisce Bolelli, è possibilmente da collegarsi al significato di 'testimone'.
Testicolo (testiculum) è un diminutivo. E dunque piccolo testimone (probabilmente della virilità).
Io preferisco il parallelo TESTUM (-A): vaso, piano
 circolare di coccio su cui già i romani cuocevano le loro focacce e che ancora oggi è usato per produrre i famosi 'testaroli' della lunigiana, pizze sottili di farina che, cotte appunto sul testo, vengono poi conservate e mangiate come primo, condite con sugo di funghi o col pesto, dopo averli fatti rinvenire per un attimo nell'acqua bollente. La dimensione della pizza è discreta, anche di 40/50 cm di diametro, sì che il testarolo ha da essere tagliato in losanghe, con un lungo e flessibile coltello 'da testarolo'.



I testaroli sono un cibo squisito e di facile, anche se non proprio banale, preparazione.
Da non confondere con gli sgabei e i panigacci, varianti locali, liguri della liguria dei monti, e della cultura ligurotosca, di quella regione che, in provincia di Spezia e di Massa-Carrara, varia tra il profumo del mare e quello dei pini e dei faggi.
Gli sgabei sono strisce di pasta lievitata e fritta in olio d'oliva, da riempirsi poi di salumi e formaggi (oggi c'è l'abitudine decadente di farcirli anche di nutella, gelato e altre dolcezze simili).



I panigacci sono egualmente preparati con farina, acqua e sale, ma non vengono fatti lievitare e vengono cotti in pile sovrapposte di piccoli testi di terracotta (testicoli, li potremmo chiamare) inframmezzati dalla pasta.
Qui sotto, appunto, un panigaccio di produzione casalinga e NON un testarolo, come dice il sito da cui ho tratto l'immagine.


Qui sotto, ancora, un cesto di panigacci di preparazione 'professionale', che attendono salami e pecorino, oppure funghi e salsicce.



Sarà a questo punto evidente il collegamento tra il testo e le ghiandole maschili, i cogliombari, i coglioni (latino COLEUS, greco KOLEUS=borsa), le palle, cui Belli innalzò un immortale peana, anche usato contro ad un tal Cecconi, scrittorucolo dei tempi suoi:

Sonetto 107. Li penzieri libberi

Sonajji, pennolini, ggiucarelli,
e ppesi, e ccontrapesi e ggenitali,
palle, cuggini, fratelli carnali,
janne, minchioni, zebbedei, ggemmelli.

Fritto, ova, fave, fascioli, granelli,
ggnocchi, mmannole, bruggne, mi’-stivali,
cordoni, zzeri, O, ccollaterali,
piggionanti, testicoli, e zzarelli.

Cusí in tutt’e cquattordici l’urioni,
pe pparlà in gerico, inzinent’a glieri
se sò cchiamati a Roma li Cojjoni.

Ma dd’oggi avanti, spesso e vvolentieri
li sentirete a dí ppuro Cecconi,
pe vvia de scerta mmerda de Penzieri.

In classe, giocosamente, si definisce testicolo anche un saggio a crocette, nel senso di 'Test  di menomo peso ed impegno', in frasi del tipo 'Vi ho portato il testicolo corretto' o anche 'Domani, testicolo!'

PS: panigaccio, a proposito, sembra derivare da PANI(S)-CACCIUM (con la sonorizzazione settentrionale della C, quella di CATTUM>Gatto), cioè 'pane da poco'. Dove la terminazione -CACCIUM vale come dispregiativo. Così a me e a Bolelli piace pensare che cazzo derivi da (O)CA-CCIUM, cioè 'papero maleducato - papero dispettoso', e neghiamo con forza il paludato:



Ma che caput e caput 'a cui rassomiglia l'arnese di cui parlasi'! :D Nell'etimologia, tutto si tiene!







7 commenti:

  1. "Ignoti nulla cupido"...sed..."Omnia tempus habent.
    Sarebbe divertente scoprire come si è giunti a quel termine dopo innumerevoli secoli e continui passaggi da una zona a un' altra, da una lingua a un'altra, di dialetto in dialetto, di gente in gente...Già! Come si sarà giunti alla parola "panigaccio"? ;)
    Comunque "caput" vuol dire anche "principio", "origine" e allora, beh..direi che qualcosa ci azzecca.
    Anche se la derivazione "papero maleducato" la preferisco!! :D
    In fin dei conti fa tutto parte del vasto "universo etimologico", o no? Panigacci e testaroli compresi. ;)
    (Lei è proprio un matto sa...in senso simpatico, ovviamente! Ma come dice il buon vecchio Orazio si può "Desipere in loco". Che poi, dico io, Orazio si sarà anche perso i panigacci alla nutella ma ha saputo condurre una vita ugualmente "piacevole"(..Eccome!! Forse fin troppo..).

    RispondiElimina
  2. Orazio non rimpiange i panigacci alla nutella, di certo. Ma credo li avrebbe apprezzati, quella vecchia roccia d'un Orazio :D
    Ciao, Angelo!

    RispondiElimina
  3. PS: a proposito di Orazio e di 'desipere in loco'... Ma che desipere e desipere!
    Nell'etimologia sola sta la verità e il senso!
    Che poi il senso del mondo degli uomini stia nella leggerezza e nella 'jucunda vanitas', beh, questa è una lezione che si dovrebbe imparare - e insegnare - nelle scuole, e se qualcuno non ci riesce, a insegnarla... colpa sua, o degli uditori/collaboratori disattenti. :D

    RispondiElimina
  4. "Desipere in loco" nel senso di saggezza con un briciolo di "pazzia"(un modo di dire di qualche secolo fa)..quel tanto che non fa mai male.Ma forse dovrei stare più cauto con i latinismi essendo ancora un principiante.
    E' già!..la "jucunda vanitas".Credo che insegnarla la si insegni bene (..o almeno discretamente) in ogni scuola. Il problema sta tutto negli uditori! Sì perché chi vuole sentire agisce di conseguenza. Tutti gli altri fanno la fine del "passero solitario" ;)

    RispondiElimina
  5. "Gli altri augelli contenti, a gara insieme
    Per lo libero ciel fan mille giri,
    Pur festeggiando il lor tempo migliore:
    Tu pensoso in disparte il tutto miri;
    Non compagni, non voli
    Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
    Canti, e così trapassi
    Dell'anno e di tua vita il più bel fiore"

    RispondiElimina
  6. Volevo dire che 'desipere in loco' trasmette l'idea che 'semel in anno licet insanire', che bisogna essere ligi all'ordine e alla disciplina e che SOLO di tanto in tanto, senza far danni a nessuno, ci si può permettere di 'saggiamente scherzare'.
    I romani erano 'squared', nel senso di 'quadrati', peggio che gli americani (o i cinesi) di oggi.
    Io non sono d'accordo, quasi per nulla.
    :)

    RispondiElimina
  7. Già! Fin troppo "squared"..le loro pazzie però le facevano, e non tanto di rado..peggio che gli americani (o i cinesi) di oggi (..e ce ne vuole).
    Grazie della piacevole chiacchierata LAV/gigionaz.
    Buona notte. :)

    RispondiElimina