mercoledì 23 novembre 2011

Elogi I,17


ELOGIO DEL CAVEDANO O DELL'ASTUZIA INUTILE



  Chi non conosce il cavedano? In Toscana l'idioma gentile lo chiama squalo, dal latino Squalius cephalius. E di fatti ha una grossa cabeza. Però, via, uno squalo nel fiume (e nel torrente)!
  E' astuto, il cavedano, e sa di essere ingrato al palato. I cavedani d'oggi sfruttano i liquami del fiume, cibandosene, credendo di schifare i palati anche più insensibili.
   D'inverno si pescano con le budelline di pollo, ancora ripiene del loro naturale contenuto: così che maneggiandole l'uomo afferma la sua fratellanza col medesimo cavedano, e schiva la sua ritrosia.



  Il cavedano estivo è astuto, e cede alla gola solo se il boccone è ben conosciuto come cibo locale: le more se il fiume passa sotto i rovi d'estate, le ciliegie vicino ai frutteti a giugno, il sambuco a luglio ed agosto.
I rozzi lo pescano con la larva di mosca, dopo averne buttate a chili nel fiume e aver stordito i branchi con un'abbondanza improvvisa. E non c'è scampo neanche per i più diffidenti.

    
Testi di LAV/gigionaz - disegno, foto e foto

2 commenti:

  1. Sai quanti cavedani girano per le strade...

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  2. Già. Un pacco di astuti che si pescano bene coi bigattini. In abbondanza.
    Però ho un amore rispettoso per i cavedani - veri (ne ho pescati a migliaia, ma ne ho trattenuto e mangiato uno solo. Era anche discreto, per me...)

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