sabato 29 ottobre 2011

Tanti volenterosi a Dio danno una mano


Nel rumore bianco che si sparge per la rete ogni volta che succede qualcosa di 'notevole', aggiungo queste mie considerazioni, certo di non poter incrementare né diminuire il disturbo ed il bla-bla.

Dunque dico delle cose sulla tragedia di Spezia e del suo territorio, tanto a controllare in rete (e sui libri) se dico delle cavolate, la gente ci mette poco. Se sbaglio, conto sul fatto che qualcuno mi correggerà.

L'alluvione del Vara è dovuta a:

1) Tropicalizzazione del clima. Sembra una cavolata ma basta controllare i mmcubi di acqua che cadono nell'unità di tempo. Al vecchio regime di piogge (1200mm/anno-100-150 mm/mese) oggi si è sostituito un altro (sempre 1200mm/anno ma 300-400mm/evento. A questo non c'è quasi rimedio.
media precipitazioni mensili nella provincia di Spezia 1961-1990 - in 3 ore, lunedì 24 sono caduti quasi 400mm d'acqua.
link
2) Scelte ingegneristiche: argini in cemento e sassi invece che pennelli. L'argine spinge l'acqua come una pallottola. Il pennello rallenta, per quanto è possibile. Il primo protegge le sponde sulle quali è costruito, spostando a valle il problema. Il secondo protegge le sponde e rallenta l'arrivo a valle della massa d'acqua. Essendo il fiume già incanalato nella viva roccia, queste strutture sono presenti solo in valle, vicino alla confluenza con la Magra
2a) Nella valle del Vara NON c'è quasi spazio per scavare casse di espansione, dove l'acqua possa essere deviata in caso di piena/alluvione. Non c'è spazio. Punto. E quel poco che c'è dovrebbe essere espropriato ai legittimi proprietari.

3) Edificazione in zone di esondazione. Se il Vara, un tempo, è arrivato in un punto, prima o poi ci arriverà di nuovo. Se l'autorità permette di costruire una casa o una scuola in quel punto, beh, è una decisione criminale.
4) Abbandono delle campagne. E qui c'è poco da dire. Se non ci si va nei boschi, se non c'è più gente che ci vive nei boschi, non ci stupiamo poi che arrivino giù alberi e massi. In genere, preferiamo un pomeriggio di shopping all'Unieuro piuttosto che 12 ore di taglio degli alberi a pochi centesimi l'ora.
5) Il Vara è un fiume che scorre in un bacino di rocce verdi, serpentino, gabbro, diabase. Rocce impermeabili. Su letti di argille, anch'esse impermeabili. Il Vara ha un corso torrentizio e le sue sponde sono 'dritte', per lunghi tratti , senza speroni rocciosi che possano deviare l'acqua, rallentandola.
Tutto quello che piove raggiunge subito il fiume. Non penetra in profondità, nella maggior parte, e infatti d'estate il fiume è in secca. Non si conoscono problemi di questa gravità per il vicino Aulella, che nasce sulle Apuane, massiccio calcareo e carsico, dove l'acqua penetra profondamente e viene rilasciata un po' per volta in tutto l'anno.


Ricordo che il Vara è il primo affluente della Magra. L'Aulella è il secondo (come portata).

In questo contesto, la polemica sui soldi spesi per le scale per la rimonta delle Cheppie è una polemica idiota. Così come il discorso sul 'dragaggi' del fiume.
SE con 'dragare un fiume' si vuol dire abbassarne il corso anche di tre o quattro metri, il discorso non regge: il cane, non potendoti mordere la pancia, ti morde le caviglie, e te cadi a terra.

Se voi state sopra e io inizio a scavarvi la terra sotto i piedi, 3 metri sotto i piedi, lo sapete che fine fa la terra che vi sostiene? Frana velocemente, ne frana di più, più pesantemente e rovinosamente e si trascina dietro tutto quello che c'è sopra.
Per evitare che la terra frani ci vorrà allora un'altra idea geniale... Se il cane scava le sponde, io ci metto dei bei sassi e del bel cemento! Così il cane si spacca le unghie e se ne va da un'altra parte!
Appunto. L'acqua scende a valle più veloce ancora e va a rompere i muri del comune più a valle. Se la vedranno loro, a 'sto punto.


SE con 'dragare il fiume' si intende 'risagomarlo', cioè rimuovere parte degli inerti, spostarli e risistemare il corso d'acqua con interventi di rinaturalizzazione... allora, per favore, non chiamate questo intervento DRAGAGGIO.


Un modo, in verità, ci sarebbe per risolvere tutto: SOSTITUIRE il letto del fiume con una gettata di cemento, bella quadrata, e dimenticarsi di tutto quello che c'è dentro. Meglio ancora: ricoprire la bara con un cappotto di cemento. Il fiume in scatola.

Poi aspettare un'altra precipitazione come quella di questi giorni e prendersi due settimane di ferie alle Seichelles.

Chi fosse interessato, in rete c'è una bella tesi di dottorato consultabile. La trovate qui (Pdf).
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Edit: le parole del presidente nazionale dell'Ordine dei Geologi (e di quello della Toscana e di quello della Liguria) trasmesse or ora in un servizio di Rai3 Regione Liguria, dicono le cose simili a quelle qui scritte. La cosa mi conforta un poco.

Edit2: il presidente della Provincia, Fiasella, ha appena detto in TV che lui non accetterà il milione di euro che l'Europa ci voleva dare per recuperare la popolazione di Lampreda (pesce a rischio di estinzione) del Vara. Lo ha detto in TV (RAI3), dalla piazza di Borghetto. Pochi minuti prima un abitante di Borghetto aveva urlato "Venditori di fumo!".
Io chiederei: perchè rifiutare 1 milione di euro che l'Europa ci dà per la ragione A? Solo perchè non si riesce a risolvere il caso B? Perchè questo vuole la 'gente'???

Scusate la prolissità e la mancanza di stile. A noi Spezzini queste cose premono eccome.

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