sabato 29 ottobre 2011

Previsioni, cause e concause

Della serie: meglio sapere...



Con l'ausilio dei grafici probabilistici siamo in grado di inquadrare, non solo quando pioverà, ma anche dove con maggiore probabilità pioverà di più. In base a questa analisi saltano all'occhio in particolare sue settori: il Levante Ligure e l'alta Lombardia.

Occorre considerare che gli accumuli piovosi totali, saranno spalmati nell'arco di 36 ore totali tra martedì e le prime ore di mercoledì, quindi potrebbero creare qualche criticità. Questo anche perchè i rispettivi suoli sono induriti da diverse settimane di siccità e faticherranno ad assorbire correttamente l'acqua che arriva tutta in un colpo.
Attenzione dunque alla Liguria centro-orientale, includendo in particolare Genovesato, Tigullio e Spezzino, settori dove potranno verificarsi manifestazioni temporalesche a pescaggio marittimo, le più insidiose.

Questa previsione è stata pubblicata dal sito il 23 Ottobre 2011, ore 11.33.
Spiegazioni
Quella che i giornali chiamano "bomba d'acqua" è in realtà, in termine tecnico, un TEMPORALE AUTORIGENERANTE A PESCAGGIO MARITTIMO. O meglio ancora "CLUSTER MULTICELLULARE CON RIGENERAZIONE SOPRAVVENTO". 
Una struttura temporalesca molto temibile poichè spesso responsabile di alluvioni lampo e di nubifragi di particolare abbondanza e persistenza. 
Ma come si formano e come evolvono questi autentici mostri del cielo? 
Punto primo: il pescaggio del temporale deve partire dal mare. Per questo motivo i temporali autorigeneranti si sviluppano più di frequente nei mesi autunnali, quando le acque dei nostri mari sono ancora calde e tendono a caricare l'atmosfera soprastante di notevoli quantitativi di energia disponibile alla convezione, ossia alla formazione delle nubi temporalesche.
Punto secondo: una volta innescate, queste nubi devono venire agganciate da venti la cui intensità cresce con la quota e la cui direzione le spinga verso le linee di costa. La cella temporalesca così si stira e rilascia i suoi rovesci lontani dall'area di pescaggio, ovvero sulla terraferma, conferendo al temporale maggiore intensità e longevità. Qui le correnti fredde che scendono insieme alle precipitazioni e che non interferiscono con la colonna d'aria che contina ad ascendere dal mare, tendono poi a strisciare con un percorso a ritroso dalla costa verso il largo sollevando nuova aria umida facendo ripartire una nuova cella.
In determinate condizioni, ovvero quando le celle partono da settori marittimi poco profondi (e quindi con acque più calde) e raggiungono coste e montagne a morfologia irregolare, avviene la convergenza dei venti marittimi lungo ben precise linee di scorrimento e il processo descritto può ripetersi per ore ed ore, battendo sempre le medesime zone con temporali pulsanti che accumulano ingenti quantitativi d'acqua.



Un profondo vortice depressionario in Atlantico, coadiuvato da diversi minimi di pressione, ha dato vita ad una perturbazione che nella giornata di martedì 25 si è portata sulle nostre regioni settentrionali. A precedere l'ingresso della linea frontale (in coda al corpo nuvoloso) un intenso flusso di aria subtropicale marittima, ma di recente estrazione sahariana, carica di calore sensibile (aria calda) e latente (aria umida), perveniva sui nostri mari di ponente a mezzo di sostenuti venti sciroccali.
Sul bacino Ligure però è sorta una ulteriore complicazione: il trafilamento di aria fredda di origine padana attraverso i valichi del Savonese e del Genovesato verso il mare aperto. Ne è nato un corridoio di convergenza al livello del mare fra la Tramontana alquanto fredda che sfondava a Ponente e lo Scirocco molto caldo che risaliva a Levante. Entro quel corridoio è andato sviluppandosi il punto di innesco di tutto il sistema temporalesco.Frattanto la perturbazione iniziava a ondulare per la disturbance opposta dall'arco alpino occidentale sulle correnti portanti: la parte settentrionale del corpo nuvoloso sfilava oltralpe, mentre quella meridionale ruotava su se stessa sul golfo Ligure dove approfondiva un minimo secondario che causava il rallentamento di tutto il sistema. Da qui la persistenza della linea temporalesca costituita che, in seno ai venti in quota, si è proiettata dal mare aperto verso il Levante ligure.
Nel particolare si è trattato di un sistema convettivo a mesoscala a forma di "V" con rigenerazione sopravvento e forzante orografica, del tutto analogo a quello che si è abbattuto sul Lazio lo scorso 20 ottobre. Una imponente macchina termica con la testa che pescava a gittata continua l'aria caldo-umida dal mare e la coda che dall'Appennino rispondeva spingendo a ritroso l'aria fredda sotto i forti rovesci secondo il noto meccanismo della retroazione dinamica.Eccola sua formazione

Tanti paroloni per descrivere in concreto uno stato di equilibrio pericolosissimo a causa della sua stazionarietà. Fortunatamente, se così si può dire, il sopraggiungere della linea frontale in serata ha destabilizzato quell'equilibrio e ha causato la dispersione delle componenti che mantenevano in vita il mostro.Si spiegano così i dati veramente incredibili relativi alle precipitazioni: picchi di 550 mm di pioggia in meno di 6 ore sono davvero numeri monsonici. A Brugnato,pensate,in una sola ora,sono caduti fino a 176 mm d'acqua...l'equivalente di quella che dovrebbe cadere in 2 MESI!!!

Testi da Meteolive (citato) e di Alessio Galli, che ringrazio.


Considerazioni

Due. La prima è che tutto era, probabilisticamente, previsto. E si poteva dare l'allarme.
La seconda è che, forse, nel riscaldamento globale (o nel raffreddamento globale) ci siamo già dentro.

5 commenti:

  1. ciao Gigi,
    ho commentato anche nel blog di Stefano, qui aggiungo. E' raccapricciante pensare che era stata prevista la probabilità di morte di qualcuno, senza sapere chi...
    Voglio sperare, anzi illudermi, che dare un allarme generale, proprio perchè generale, non sarebbe forse servito a niente..,voglio banalizzare e qualunquizzare nel dire che non era pensabile di mettere in moto un'allerta tale da far sgomberare interi paesi...voglio vederla così per quietare i sensi di colpa che come persona provo nel solo percepire cosa poteva essere fatto e non lo è stato.
    Tempo fa ci eravamo ricordati che il problema della scienza è l'uso che se ne fa . E l'unica scienza che oggi interessa la maggior parte della gente è quella che porta prodotti, profitti o illusione di eternità (leggi: una certa idea dei farmaci).
    Cosa serve prevedere i cataclismi se poi va come è andata...
    Momento di sconforto...non solo per il disastro e la disperazione della gente...parlane ai tuoi ragazzi!

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  2. Ciao Leo. La domanda è: perchè non è stato dato l'allarme? Perchè non si era in grado di gestire il caos? Perchè l'ignoranza salva sempre e toglie le responsabilità a chi ce l'ha? Perche dar colpa alla natura giustifica e solleva dalle responsabilità?
    Non so. Però mi sembra che il clima nella testa della gente stia cambiando. Ho la sensazione che la 'politica' intesa come 'pastorizia' abbia i giorni contati.
    Se mi spiego.

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  3. Gigi, le responsabilità ci sono sempre, ed anche farle espiare non riportano in vita la gente. Tanto questo è il paese dell'impunità per Decreto Legge. Si sarebbe dovuto ammazzare mezza Italia dopo la guerra? Mi basterebbe un atto amministrativo, almeno: rimuovere dal posto di lavoro chi ha agito o non agito. Ma la colpa morale è lì che pende e spero faccia buon lavoro.
    Certo che da pecore a diventare leoni, o almeno gatti, è una strada lunga. Soprattutto per un paese di anziani. Speriamo, ma soprattutto parliamo con i ragazzi. Che abbiano nuovi valori, che sentano le responsabilità che tutti dobbiamo avere verso gli altri. Qui la mentalità cattolica poco ci aiuta (c'è la confessione...e poi tutti liberi di nuovo). Bisogna smuovere anche un certo tipo di cattolicesimo accomodante, con tutto il rispetto della religiosità per qualunque credo.
    Insomma i ragazzi, al centro ci sono loro, oggi spalano a Monterosso, domani speriamo che spazzino via...

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  4. I ragazzi. Sono il centro. Per questo che mi piace il lavoro che faccio.

    Ora, non è che io voglia giustizia sommaria. Ci mancherebbe. Una bella sanzione amministrativa mi basterebbe. E poi la procura di Massa ha già aperto contro ignoti un fascicolo di 'omicidio colposo'.

    Ma qui, come forse ho già detto, la responsabilità è atomizzata e sarà difficile ripartirla in parti 'consistenti', tali da 'fare vendetta' o giustizia, che dir si voglia.

    PS: pare, leggevo oggi, che il sindaco di Pontremoli, abbia inviato ben 5 fax alle autorità, sin da poco dopo le 13. E avesse dato loro tutto il tempo necessario ad evacuare ordinatamente il borgo di Aulla.
    Ha anche telefonato al sindaco di Aulla, senza trovarlo, a quanto riportato su La Nazione.

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  5. Li vivo spesso in ospedale momenti in cui bisogna prendere decisioni drastiche ed in fretta ma nessuno vuole prendersene la responsabilità.
    In Italia siamo maestri nella cultura dello scansare le responsabilità. Miopi. Quelle, se ci sono davvero, ti seguono ovunque. Non scappi.
    E spesso ritornano, accompagnate da un avviso di garanzia...

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