giovedì 27 ottobre 2011

Piove che Dio la manda


   Avrete già visto centinaia di queste immagini e quindi metto solo queste due.
Volevo solo lasciare anch'io un piccolo segno che ricordi la sventura della gente di mare e di fiume, qui a La Spezia. 
C'è una cosa bella. Tutti aiutano tutti. 
Anche ragazze e ragazzi di 17-18 anni che escono dalla loro casa rimasta asciutta in stivali e calzonacci, per andare nella fattoria della loro amica a salvare gli animali e per spazzare il fango.
Non parlate male dei ragazzi.




Testi di LAV-gigionaz - foto. Video da Youtube

5 commenti:

  1. Mi dispiace veramente tanto.
    Forse certe tragedie servono a ricompattare, a rompere quel muro di irrealtà che certe volte sormonta la vita.
    Oppure certe tragedie sono solo tragedie e ci si dovrebbe fare i conti prima, non dopo.

    Come dici sempre tu?
    Resistere =)

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  2. Grazie Scalza. Alla fine sopra al fango rimane la solidarietà. Non pensavo ce ne fosse ancora tanta.

    Qui in città non è successo nulla, ma basta uscire per essere in mezzo a gente che non ha più nulla.
    Roba da pazzi. Erano posti dal tranquillo al bellissimo, gente dal tranquillo all'indaffarata...

    Un bacione

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  3. A volte è solo il pessimismo che ci trasciniamo a non farci vedere un sottobosco di piccole speranze.
    Guai se non ci fossero.

    Così,ad occhio, problemi prevedibili o accidenti?

    A te =)

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  4. Entrambi. E verità e non fantasia che il clima si sta tropicalizzando. Non c'è ideologia di nessun tipo, dietro a questo discorso.
    Solo mmcubici d'acqua in unità di tempo.
    Quello che ancora dubbio è quanta sia la responsabilità diretta dell'uomo.
    E' verissimo che le strade producono punti di criticità da cui si staccano frane. Che l'uomo non pensa più al lavoro in campagna come cosa profittevole. E' vero che gli alvei sono ingombri, cementificati, imbottigliati in argini che trasformano l'acqua in palla di cannone.
    Ed è vero che certe case, o certi centri abitati, nascono come funghi nelle aree di espansione fluviale.

    Il problema... la responsabilità a termine.
    Se il responsabile tecnico e politico di certi scempi fosse ritenuto responsabile civilmente sino alla III generazione... Non so se è civile, ma così, su due piedi...

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  5. C'è una figura tecnica specifica e si chiama Ingegnere (civile) per l'ambiente e il territorio che è una branca particolare che si dovrebbe occupare di questo tipo di situazione e dovrebbe esserci insieme al civile classico negli uffici tecnici.
    Solo che da noi anche i numeri assumono colori.

    Io faccio parte dei classici e forse la terza generazione e la seconda no, però ecco, una responsabilità seria tutto l'albo la dovrebbe avere.
    Stai a vedere che dai multicolor passiamo alla tinta unita.

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