sabato 15 ottobre 2011

E-cat, energia per il popolo

   C'è una leggenda che sta prendendo corpo nel mondo. La produzione di energia a costi bassissimi, senza emissioni dannose per l'ambiente, diffusa nel mondo e 'democratica'.

Per gli esperti e i curiosi è una cosa ormai risaputa da almeno un anno.
C'è un blog famoso e molto seguito che ne ha raccontato la storia.
C'è un forum di tecnici che ne ha sviscerato molti aspetti.
Per tutti gli altri sarebbe interessante venirne a conoscenza.
   In breve: una coppia strana, un 'inventore' e un professore universitario emerito, il Dr rossi e il Prof. Focardi, da qualche tempo stanno facendo dimostrazioni con un apparato di loro ideazione e invenzione. Un marchingegno apparentemente molto semplice che, 'bruciando' nickel e idrogeno, produce energia sottoforma di emissione di acqua calda (oltre a tracce di rame). La macchina viene fatta 'partire' semplicemente attaccandola alla corrente elettrica e poi, una volta staccata dalla rete, continua a produrre energia senza alcun intervento dell'uomo.
   Il Dr. Rossi dice di aver tenuto acceso un prototipo di questo 'oggetto' per un anno, riscaldando un condominio. Il 6 ottobre di quest'anno, pochi giorni fa, dunque, è avvenuta l'ennesima 'dimostrazione' del funzionamento dell'apparato, chiamato E-Cat (Energy catalizer) di fronte ad una platea di scienziati. Questo è il video registrato da NyTeknik.



   Il risultato ha strappato una serie di applausi, e anche gli scettici stanno tarando le loro posizioni (qui un'intervista fatta pochissimi giorni fa e trasmessa dalla trasmissione Mr Kilowatt, di Radio24)

   La 'cosa' è molto controversa. Ha alcuni sapori di 'bufala'. L'inventore non è stato estraneo, nel suo passato, ad avventure di questo genere (finite male).
Ma basta aspettare pochi giorni. Sta per essere inaugurato un impianto da un megawatt. Se funziona, e noi tutti speriamo che funzioni, la storia non sarà più la stessa. Se non funziona (e noi tutti sospettiamo che possa non funzionare), temo per il Dr Rossi.
Dio voglia che abbia ragione.

Nessun commento:

Posta un commento