domenica 4 settembre 2011

Pollock è un quaternione

 
   Come foglia di un ramo della discussione precedente, presento qui un'immagine 3d che ho fatto un po' di tempo fa. Come descrivo qui (una divagazione sul relax matematico scritta per i miei amici del 3D): l’immagine mostrata qui sopra deriva  da un quaternione (la vernice che sta schizzando dal pennello) molto modificato 'a mano'. L’idea era quella di mostrare un dipinto di Pollock visto da un’angolatura particolare.
   "Perchè non vedere Pollock 'da sotto'?" mi dicevo. "Perchè non farsi spruzzare in faccia quella vernice arbitraria?"
   Le cose sono state abbastanza semplici. Modellato il pennello e le setole, inserite le setole 'dentro' il quaternione colorato di vernice, posizionati gli elementi al posto giusto, è bastato mettere sul 'vetro' digitale un dipinto in media risoluzione di Pollock, renderlo trasparente con uno di quei trucchetti che gli amanti del 3d conoscono bene e dare un po' di profondità di campo alla 'camera' di ripresa.
   Che Pollock fosse istinto e l'istinto fosse natura e che la natura, come diceva Leonardo, fosse fatta di numeri, lo sospettavo sin da quando prendevo 4 nei compiti in classe di analisi. "Se la matematica è istinto e l'istinto mi porta dietro a quella biondina", mi dicevo, "cosa ci sto a fare, qui, tra questi seni e coseni istintuali? Tra questi limiti istintivi?".
   Infatti, oggi, amo la matematica, ma in maniera assolutamente... istintiva. :D


Testo e immagine in alto di LAV/gigionaz, immagine in basso di Pollock, che ringrazio.

2 commenti:

  1. Non ricordo dove l'ho letto - la storia della poca memoria, no?! - che l'istinto in realtà non esiste.
    Esiste una memoria incosciente del cervello, tipo mensola dove appoggi i ricordi, che ti avvicina alle cose che ti piacciono già, che ti rammenta frammenti sperduti senza neanche fartelo sapere.
    In questo senso sì, la tua matematica magari è istinto puro =D

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  2. Grazie, come sempre, bellissima definizione. :)

    Io cerco 'cose' nelle configurazioni della 'matematica'. Uso programmi di visualizzazione come fossero biciclette che ti portano di qua e di là. Di tanto in tanto intravedo qualcosa di conosciuto, o di previsto, e mi fermo. A questo punto l'immagine che avevo in testa, senza nemmeno saperlo, di materializza. Ed io 'riconosco'. Allora, ed è divertente, modifico dei parametri, delle variabili e delle ricorsioni. E l'oggetto si raffina, per assomigliare sempre più all'idea che è schizzata fuori.
    A me affascina questo 'doppio sogno' (Schnitzler). Che inizia sempre con una fase puramente onirica dentra la quale trovo l'aggancio alla realtà che mi porto appresso.
    Dice un mio amico scultore che tutti i pittori, gli scultori e i fotografi fanno così, guardando la natura e il reale. Io sono affascinato dalle forme della matematica, non sapendo dipingere nè scolpire (ed essendo assolutamente realista in fotografia). Che, se ci pensi, è un bel percorso circolare dove la realtà è solo un pretesto.
    Oh! Parlo di me, ma siamo tantissimi qui in giro a fare queste cose!

    Di nuovo, grazie per la partecipazione.

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