martedì 6 settembre 2011

La buona scienza

   
   Il rinoceronte bianco del nord, in amore, ha ben poche possibilità di cavarsela. Solo due femmine sono rimaste sul pianeta, e, tra tutti e tre, sono ben poco eccitati, visto che l'ultimo rinocerontino l'hanno messo al mondo nel 2000.
   Però, ora, i nostri scienziati, eroi del bene, hanno trovato il modo di produrre cellule staminali dalla pelle del rinoceronte, e con esse produrre ogni tipo di tessuto, ovuli e sperma compreso, lasciando ancora un filo di speranza per la sopravvivenza di questo nostro compagno cornuto (anche se le difficoltà saranno enormi, pensiamo solo al mantenimento della variabilità genetica che, unica, fa una specie vitale).
   Uno dice: "Ma insomma, con tutte le energie che ci avete messo per spazzare via il rinoceronte bianco del nord, adesso spendete un sacco di soldi per vedere se, alla fine, non ci riuscite?". E un altro potrebbe obiettare che "è tutto un gioco per dimostrare che noi, uomini, c'abbiamo davvero due palle così".
  Possibile, ma la cosa bella è che la scienza che crea ed emenda e cura e lenisce è la nostra sola speranza.

  Da parte mia, poi, spero di vedere un sacco di rinocerontini bianchi del nord, alla festa per la mia pensione, tra qualche anno.
  Il che vorrebbe dire, almeno, che in pensione ci sono andato.
 

  L'elogio del rinoceronte lo devo ancora scrivere, ma vedo che c'è materiale a sufficienza.

Foto e articolo originale in Newscientist e The Rhino resource center

2 commenti:

  1. Ci fosse stato Tarantini ad accudirli gli avrebbe mandato Silvio a ste due femmine recalcitranti e non ci troveremmo in questa situazione....

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  2. Gi', ma la sai la storia dei colibrì?
    Scrivi a Sgarbi, se la vede lui.

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