domenica 18 settembre 2011

Elogi I,11


ELOGIO DELLA RONDINE
E DEL RONDONE



    Una sera di settembre un ragazzino di sette, otto anni mangia due uova al tegamino, su un terrazzo, in campagna. Di fronte ha la valle del Serchio, fiume sacro alla Patria, che lo tiene lontano dalle montagne. Oltre, le Panie, col Monte Forato, che si stagliano violette. La luce dell'aria le rende come di vetro. Al di là sente il calore del mare, e per lui è come stare su una spiaggia. Rondini e rondoni vanno e vengono.
   E qui succede una cosa singolare: forse sarà per i gridi ininterrotti delle rondini e dei rondoni, forse la salvia nelle uova gli invia un messaggio di sua sorella la mentuccia, o nepitella, nella quale si è rotolato tutto il giorno, oppure sarà qualche raggio solare che gli si è fermato sulla pelle, col sudore. Però si gira e il campo alla sua sinistra è il suo braccio sinistro, e tra il fieno si scorgono proprio due tuorli cotti. Si volta a destra e il viottolo è la sua mano destra, e regge la forchetta. Strabuzza gli occhi: il cuore è il sole dietro le montagne. Le rondini vanno e vengono.
   Dove si vede che rondini e rondoni si portano via la nostra voglia di uova fritte, d'inverno, e a volte lasciano le penne sul Sahara.
   Anche: questa minima storiella ci dice che lo Zen è una cosa complicata.


Testo di LAV/gigionaz, foto e foto

4 commenti:

  1. Aah la rondine...fantastica! Grazie alla sua coda biforcuta è in grado di compiere le più mirabolanti acrobazie. Vederne interi stormi in cielo volteggiare sincronicamente l' una accanto all' altra è qualcosa di sensazionale. Osservarle mi fa venire una gran voglia di respirare un po' di libertà, partire ed intraprendere lunghi viaggi(sperando però di non finire in padella ;)

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  2. Geniale.

    Quando ho letto il titolo ho involontariamente aggiunto un rondò o rondeau, fai tu, musica profana ;) .

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  3. @Angelo: vedi la potenza del simbolismo animale. Per me gli stormi di rondini ed i loro stridii ormai quasi scomparsi sono stati il luogo dell'immobilità soddisfatta.

    Proprio ieri leggevo una poesia li Lin Po (chi è non so, ma suona bene):

    Nel cielo gli uccelli sono svaniti,
    E ora anche l’ultima nuvola si dissolve.
    Sediamo insieme, la montagna ed io,
    Fino a che solo la montagna rimane.

    Le rondini sono più vecchie (come elogio) dell'incontro con Lin Po, ma il senso è vicino.

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  4. @La Scalza: sei non solo autorizzata ma invitata a compiere qualunque arbitrio lessico-fonico-strutturale su quanto scrivo. Sul piano del significante come su quello del significato.
    Accorda pure e suona tutte le musiche profane che vuoi. ;)

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