giovedì 15 settembre 2011

Ascende o perseguita?

La lingua colorata dei bus


   Amo le parole che si sentono sul bus. La gente si prende la lingua e la gestisce come dovrebbe. La mastica, la fa sua, la digerisce e la rigurgita con grande maestria.
   Una volta lessi su un settimanale il meraviglioso "sono obesa di impegni" che una signora romana, per nulla grassa, aveva detto ad una conoscente, si suppone scuotendo la testa (e che io ripetei, per idiota ostentazione, ad un collega linguista che molto grasso era davvero, senza avvertire che il contesto suggeriva di evitare). 'Oberata/o' era un fantasma probabilmente televisivo che aleggiava dentro le sue orecchie e non si faceva acchiappare del tutto.
   Su un bus di Livorno una vecchietta si avvicinò ad un'altra, vicina alla porta, chiedendole, appunto, "Ascende o perseguita?", "Scendo, scendo..."
Mescolando meravigliosamente un elemento dialettale (la prostesi dell'A,  nel livornese 'aradio' per 'radio',  nella lingua nazionale 'alloro' per 'lauro', solo per fare un paio d'esempi) ad uno spostamento semantico clamoroso, nel confronto con la lingua standard: PER-SEGUIRE al posto di PROSEGUIRE.
   Quello che amo in queste manifestazioni di creatività linguistica è la libertà orgogliosa di essere 'padroni' delle parole. Le parole, per questa gente, sono solo strumenti da usare, e al diavolo i noiosi cadaveri che stanno dietro la cattedra, per i quali la lingua è un cristallo sporco che non muta mai.
La tua lingua è il colore del tuo mondo. A volte un colore che canta stonato, ma sempre entusiasticamente.


Ah! Qui da noi, sull'autobus, si sarebbe detto un orgogliosamente dialettale: "Te, te chini chi?" "No, me (me chino) ciù 'n là".

Testo di LAV/gigionaz, foto e foto

4 commenti:

  1. Gli autobus in Italia dalle amministrazioni comunali non vengono più comprati (chiedere a 700 operai ad Avellino): li ricorderemo domani come oggi ci ricordiamo delle littorine?

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  2. Non credo proprio. Sono troppo fondamentali. Anche le littorine (ricordi, eh!) non sono scomparse. Da me ne passano ancora tre o quattro volte al giorno, anche se sono tutte vuote, viaggiano in perdita e vanno a gasolio (orrore!!!)

    Oppure, come dici te, vincerà lo spostamento triste, quello in cui parli con lo specchietto.
    Non riesco a immaginarlo.

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  3. Mi piace pensare che l'evoluzione della lingua passi anche su ruote.

    Anche i binari, però, non scherzano.

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  4. :) Li uso poco e non ho testimonianze dirette.
    Ma non ho elementi per dubitarne :)

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