giovedì 4 agosto 2011

Guerra fresca

La ragione per cui perderemo ogni possibile guerra futura.
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«Oltre 14 miliardi per rinfrescare i soldati in Afghanistan e in Iraq»

La denuncia dell'ex generale Usa Anderson:
«Spesa per aria condizionata più alta del budget Nasa»

Impianti di aria condizionata in Iraq: le tende sono trattate con schiuma di poliuretano per risparmiare energia (Steven Anderson)
Impianti di aria condizionata in Iraq: le tende sono trattate con schiuma di poliuretano per risparmiare energia (Steven Anderson)
MILANO - Per gli Stati Uniti le guerre in Afghanistan e in Iraq sono un impegno estremamente costoso. Un ex generale dell’esercito ha calcolato ora a quanto ammonta la spesa per la sola aria condizionata. Ebbene, permettere a soldati e ufficiali di sopportare il grande caldo nel deserto rappresenta un budget a parte. Che supera addirittura quello previsto per la Nasa: oltre 14 miliardi di euro (20,2 miliardi di dollari per l'esattezza), l’anno.

I CONTI DEL GENERALE - A fare i conti è stato il generale in pensione Steven Anderson, con un computo che ha indispettito i contribuenti americani. Da sempre, infatti, le guerre finiscono sotto la lente d’ingrandimento di eserciti e governi anche per i costi che comportano: per le armi di ultima generazione; le munizioni; le apparecchiature tecniche; le basi militari; gli approvvigionamento dei soldati; l'equipaggiamento; gli stipendi. Solo che stavolta il generale ha cercato di trovare una risposta a qualcosa di molto più banale: quanto costa alle forze armate degli Stati Uniti non dover far sudare le proprie truppe.

BENZINA COME L’ORO - Soprattutto il conto della benzina che serve per alimentare gli impianti è salato, ha spiegato il generale nel corso della trasmissione All Things Considered, sull’emittente radiofonica National Public Radio (Npr). Se si somma tutto, a cominciare dal trasporto del carburante in regioni remote, tutte le misure di sicurezza fino all'infrastruttura necessaria, «allora parliamo di oltre 20 miliardi di dollari», ha detto Anderson. Infatti: per alimentare un condizionatore d’aria in un remoto avamposto in Afghanistan «serve un gallone di carburante che arriva via nave a Karachi, in Pakistan; quindi condotto per 800 miglia (1.300 km) in 18 giorni per l’Afghanistan su strade che a volte sono poco più che «sentieri delle capre». Senza considerare inoltre i continui rischi, quali gli assalti, associati allo spostare carburante su quelle strade. Secondo l'ex generale più di un migliaio di soldati americani sono rimasti vittime su convogli che trasportavano carburante, da tempo oramai considerati obiettivi primari dai ribelli.

PIÙ DEL BUDGET DELLA NASA - La somma di 20,2 miliardi di dollari per il funzionamento dei condizionatori d'aria di soldati americani in Afghanistan e Iraq - riferisce Npr- è superiore al bilancio della agenzia spaziale statunitense Nasa. Ed è anche più di quanto aveva pagato la compagnia petrolifera Bp per il disastro ambientale causato dall’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico.

SOLUZIONE ECOLOGICA - Anderson sottolinea che un minor consumo di carburante avrebbe anche un vantaggio strategico non indifferente: un comandante in Afghanistan gli ha infatti riferito che è costretto a interrompere per almeno 48 ore le azioni militari perché ogni due settimane deve mandare i suoi uomini a prendere carburante. Tuttavia, propone il generale, una soluzione per risparmiare energia ci sarebbe. Esperimenti in Iraq hanno dimostrato che si può ottenere un risparmio energetico del 92 per cento spruzzando schiuma di poliuretano sulle tende dei militari. L’interesse per queste varianti ecologiche, aggiunge Anderson, è assai limitato.

Elmar Burchia
28 giugno 2011

Oggi vado a nastro, perdonatemi, eh!?

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