giovedì 11 agosto 2011

Elogi I,1


ELOGIO DEL CANE DI TAGLIA MEDIA


   Il cane di taglia media è un filosofo. O, almeno, ha uno spirito fortemente speculativo.
   Non è come il cane di taglia piccola, che vive nell'eterna vacuità dell'apparenza: gli Yorkshire, ad esempio, con quel loro saltellare estetico per gli occhi della padrona, ora qui ora là, da una poltrona al sofà. Che poi quando arriva il corteggio degli acciacchi, ad annunciare la morte, li vedi volgersi indietro come a dire: "davvero?".
   Non come il cane di grande taglia. Che vive l'inconsapevolezza della sua potenza, a volte, magari, con tristezza (il mastino), o con stolida alterigia (il danese), a volte pure con giovanile esuberanza (il pastore maremmano). Non si può dire certo che siano cattivi, no, ma un po' torpidi, ecco, quello sì. E la loro condanna è che si fanno amare, o desiderare, per la loro superficie corporea.
   Il cane di taglia media, ah!, quello no. Nelle giornate roventi d'estate, o nelle serate di settembre, o nelle notti di tempesta d'inverno, li vedi sotto un muro, davanti alla porta, di fronte al camino: raccolgono le zampe di dietro, simmetriche; stendono quelle davanti, come a fare un cuscino su cui appoggiare il mento; distendono la coda; socchiudono gli occhi e pensano. Meditano.
   Di fronte al mare li vedi, che non si distolgono neanche un minuto dal pensiero di quel grigio che si perde all'infinito.
   Se piove non si muovono. Se una mosca impudente li disturba, loro aspettano pazienti che si posi sul muso: con una mossa saettante ed elegante nella sua brevità la catturano, la masticano e la inghiottono: senza muoversi o quasi. Se passa qualcuno, alzano solo lo sguardo, quasi con indifferenza.
  Il loro spirito è dove tu non riesci neanche a intuire.
 Se passa il padrone, alzano la punta della coda, a dire "ti ho visto, però lasciami stare". Se il padrone, sciocco, li chiama con qualche gridolino ("Dìììck!", "Qua, Nero!", "Bacino, Lupo"), allora si alzano, ma lentamente. Si stirano inarcando la schiena. Sbadigliano. Guardano di nuovo il punto dove il loro pensiero è stato. Poi, lentamente, come tutti i saggi, si piegano alla stupidità.
   Il cane di taglia media, ovviamente, sogna. E nei suoi sogni corre sempre, a perdifiato. Lo si noti: ulula, galoppa, amoreggia. Ed infatti due sole cose il cane di taglia media preferisce alla meditazione: le galoppate e l'amore.
  In questo, a volte, si sopravvaluta: si sfrena al di là dei suoi limiti, e spesso si rovina le zampe. Quando ama una cagna non può fare a meno di chiedersi se lei abbia un'anima, o se pensi, e dove vadano i suoi pensieri.

P:S: nella categoria rientrano: tutti i bastardi (anche di taglia piccola o grande), i boxer, i pastori tedeschi, i pointer, i bracchi e bracchetti, i levrieri (maxime il Borzoi, o levriero russo, e anche, ma a malincuore, il levriero afghano), i setter e via così. Non i cocker che, come tutti sanno, non sono neppure cani.

di LAV/gigionaz

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