venerdì 19 agosto 2011

Elogi 1,3


ELOGIO DEL GUFO E DELLA CIVETTA

   Un poeta dice che la civetta ride con una risata di fattucchiera, di notte, tra i cipressi dei cimiteri. Il sotutto, che non è poeta, afferma che tiene sotto controllo la popolazione dei roditori, malvagi, quest'ultimi, per via dei denti che crescono e crescono. Entrambi non si stupiscono che una piccola palla di piume possa assolvere a compiti così enormi
   Della civetta c'è da dire anche che fa spesso da zimbello: su un palo, di giorno, attira gli uccelletti collerici. Loro la bèccano e il cacciatore li impallìna. Come succede per tante cose su cui ci fanno arrabbiare.
   Il gufo ulula ed è facile ingannarlo, la notte d'estate, quando basta fare UH-UH soffiando dentro le dita a conchetta. Ché lui risponde e si felicita tutto d'aver trovato un altro gufo. Si dice, del miope, infatti, che è un gufo, anche se quell'animale ci vede benissimo.


di LAV/gigionaz


6 commenti:

  1. Questo è l'elogio che preferisco, decisamente.

    Che poi mi hai fatto venire in mente quelli che strepitano sugli speculatori. E sugli avvoltoi.
    Senza ricordarsi che gli avvoltoi arrivano solo quando ci sono i cadaveri.

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  2. "..una minaccia stridula seguita,
    forse, da brevi pigolii sommessi,
    dal palpitar di tutta quella vita
    dentro i cipressi.." dice il gran poeta!!
    Ma poi ce n'è un' altro che, tutto avvolto nel suo spleen che dice che con i suoi occhi gialli a lanterna svolazza da ramo a ramo per allontanarsi dal frastuono urbano...beh, nulla da biasimare!!

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  3. Comunque questo elogio è forse il più bello...insieme a quello dei cani di taglia media e piccola :)

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  4. Grazie. Per mia fortuna ne vedo spesso, di gufi e civette, e li sento ancora più di frequente.
    E, notevole, per farsi sentire aspettano il momento in cui tutti gli altri se ne stanno zitti. ;)

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