lunedì 22 agosto 2011

A costo zero? Ma anche no, grazie!


Gilda, amata mia
   Si dice che liberalizzare l'accesso alle professioni, con una legge senza alcuna spesa per la comunità, porterebbe ad un aumento del PIL dell'1%. Si dice che una manovra di abolizione degli ordini professionali concorrerebbe all'aumento del punto percentuale di cui sopra. E pure l'abolizione del valore legale del titolo di studio...
   Abolizione di privilegi e rimozione di steccati, dicono. Non privatizzazioni indiscriminate e fuori dalle regole di mercato che porterebbero a posizioni di monopolio e a un ulteriore sprofondamento dell'amato stivale 1) 
   "Va bene, siamo in Italia, e abolire il valore legale del titolo di studio porterebbe alla nascita di una pletora di corsi per Del Piero e il Trota" (citati come testimonials dell'istruzione 'alternativa', niente di personale, eh...).
   "D'accordo, ma siamo in Italia e liberalizzare senza contemporaneamente mettere poche, semplici ed inflessibili regole di condotta, sarebbe semplicemente un suicidio".
  Meno male che da questi rischi ci tutelano i tanti avvocati che di secondo lavoro fanno i parlamentari.
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1) lo dico per anticipare "Eh! Ma voi che vi siete opposti alla 'liberalizzazione' del servizio idrico!". Privatizzazione... non liberalizzazione... cioè regalare agli amici degli amici quel che era di tutti...



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